E’ la notizia del giorno, giri per la città ed è impossibile non notare che si parla solo ed esclusivamente del nuovo allenatore del Napoli: Maurizio Sarri. L’ex tecnico dell’ Empoli aveva ufficializzato soltanto pochi giorni or sono l’addio alla brillante formazione toscana sebbene il contratto in essere sarebbe dovuto scadere tra due stagioni. Ed invece la voglia di confrontarsi su palcoscenici più prestigiosi, il volersi mettere in gioco ad alti livelli alla non più giovane età di 56 anni hanno prevalso su tutto; Sarri ha voluto prendere il treno, quello che probabilmente passa una sola volta nella vita, al volo. Ha firmato con il Napoli di De Laurentiis, sbarcando in una piazza tremendamente delusa dall’andamento della squadra nell’ultima stagione, “tradita” dal maestro Benitez dal quale si aspettava quel definitivo salto di qualità e soprattutto di personalità. Niente di tutto questo, il Napoli ora parte da tante incognite, soprattutto legate al mercato, mercato che non sarà più competenza di Riccardo Bigon che ha ufficialmente dato l’addio alla società partenopea. Si partirà ancora una volta senza la Champions e questo di conseguenza ridimensiona terribilmente il budget della società e le velleità per il futuro immediato. C’è bisogno di dare una scossa, forte, decisa, ed il Presidente ha così puntato sul protagonista di una favola a lieto fine, Sarri appunto. E si perché Maurizio Sarri la sua favola la può raccontare e con molto orgoglio. L’estate scorsa l’Empoli neo-promosso deve affrontare una categoria che sembra non appartenergli; lo dicono i numeri, un monte ingaggi ed una possibilità di spesa minimi, addirittura meno della metà della società più virtuosa della massima categoria. Un’ impresa che sembra impossibile, alla guida il tecnico di gran lunga meno pagato della “A”. Ed invece Sarri vuole stupire, non vuole snaturare il suo credo e se la vuole giocare con tutti, con rispetto ma con spavalderia e personalità: la squadra è lo specchio fedele del suo prode condottiero. Ed ecco che Sepe (proprietà del Napoli) risulta tra i portieri più affidabili, la difesa mette in luce degli autentici gioielli (Rugani su tutti), a centrocampo brilla un certo Valdifiori, metronomo preciso e lucido che a 29 anni si toglie la soddisfazione della convocazione in Nazionale (azzurro Napoli anche per lui?) ed in attacco arriva in doppia cifra l’eterno Maccarone (36 anni quasi!) La squadra mostra un gioco sorprendente e la salvezza non è mai in pericolo: se non è impresa questa!
Non bisogna nascondere che in città ci si aspettava un nome più altisonante, la scelta sembra un segnale chiaro di ridimensionamento, o questo è almeno quanto emerge dalle chiacchiere di bar; insomma, la società parte nuovamente con gran parte della tifoseria in aperta contestazione e per Aurelio De Laurentiis l’estate si prospetta torrida più che mai. C’è da battere per prima cosa lo scetticismo e si è scelto Sarri, un toscanaccio nato per caso proprio a Napoli; quando si dice il destino…

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