Grande prova del Napoli che domina ma non va oltre il pareggio contro una Roma poco propositiva ma che fa tesoro di una buona trama poco prima del quarto d’ora con El Shaarawy lesto a travolgere Ospina da due passi. Gli azzurri macinano gioco e cingono d’assedio la trequarti giallorossa; un monumentale Manolas tiene a galla i suoi con interventi prodigiosi. La ripresa è un autentico monologo partenopeo: i ragazzi di Ancelotti producono tanto ma sono poco lucidi negli ultimi metri. Soltanto al 90′ Mertens riesce a trovare il modo per fulminare Olsen: un pareggio che sta stretto!

OSPINA 6,5: si fa apprezzare soprattutto su una tempestiva uscita bassa su Dzeko e con un lancio-assist che per poco non manda in porta Callejon. Sicuro.

HYSAJ 5: un mezzo disastro, il gol della Roma lo vede protagonista in negativo di una diagonale difensiva poco convinta e inefficace. Già qualche secondo prima aveva regalato un pericoloso pallone a Dzeko. Vuole rifarsi e si mostra piuttosto continuo nel proporsi ma alla fine dei conti non fa nulla per farsi perdonare. Esce ed al suo posto entra MALCUIT 6 che parte subito con un pallone perso e qualche fallo di troppo. Poi si scuote e diventa costantemente un problema in più per i giallorossi sul loro out mancino.

ALBIOL 6,5: costante presenza nella metà campo romana, provvidenziale con un salvataggio sulla linea di testa su un sinistro a colpo sicuro di Dzeko.

KOULIBALY 6: gioca tanti palloni, una sorta di regista basso, le azioni azzurre passano sempre dai suoi piedi. Quando gioca contro il gigante bosniaco dimostra però di soffrirlo, sempre.

MARIO RUI 6: il suo primo avversario sta diventando, in maniera assurda ed immeritata, il suo pubblico, prevenuto e sciocco. Il portoghese infatti è un punto di riferimento per la squadra che sovente si appoggia sul suo sinistro educato e saggio; mancano probabilmente dei cross in più che il San Paolo chiede a gran voce…

CALLEJON 7: spina nel fianco, un Kolarov non al meglio lo patisce ed avrà incubi stanotte. Lo spagnolo con il suo tipico movimento alle spalle non molla mai un centimetro e spesso riesce a trovare l’impatto con palloni che sembrano nascere irraggiungibili. Colpisce così un palo dopo deviazione ravvicinata di Olsen che in un’altra occasione invece è provvidenziale in quanto si frappone su un pallone in mezzo che Callejon indirizza verso il solissimo Milik pronto a colpire a porta vuota. Ed è decisivo anche sul gol del pareggio anche se il suo “assist” è un sinistro masticato.

ALLAN 6: in generale calamita meno palloni del solito e li distribuisce anche maluccio, soprattutto nella prima frazione. Ma è uno di quelli che lotta fino alla fine e mai scompare dalla contesa.

HAMSIK 5,5: raramente verticalizza e le sue sono perlopiù giocate scolastiche. Su una azione da manuale del calcio gira di sinistro per un ben appostato Insigne che però spara alto. Esce per ZIELINSKI 6  apparso più determinato delle uscite precedenti; il suo ingresso alla fine qualcosa aggiunge…

FABIAN RUIZ 7: è uno dei più in forma anche se è più giusto dire che è a tutti gli effetti un signor giocatore. Nei primi minuti è devastante e poco prima del vantaggio beffardo giallorosso è protagonista di una giocata da urlo con tanto di finte e sterzate che mandano a sedere l’intera retroguardia capitolina che si salva prodigiosamente grazie a Manolas su un tiro a botta sicura di Insigne servito alla perfezione dal giovane e forte Fabian. Non butta mai un pallone e dai suoi piedi sembra sempre poter nascere la giocata vincente; finisce a giocare nel mezzo dopo l’uscita del Capitano.

INSIGNE 5,5: meno bene delle ultime esaltanti apparizioni. Fallisce svariate occasioni che uno come lui deve finalizzare in maniera più felice. Cerca di farsi perdonare con un assist per Callejon ma alla fine la giocata decisiva la compie al 90’quando col sinistro salva un pallone che sembrava lungo inventando un cross difficile che Callejon e Mertens finalizzano in maniera vincente.

MILIK 5: anche il polacco sul banco degli imputati per lo spazientito pubblico del San Paolo. Nel primo tempo più che in ritardo su alcuni suggerimenti in area sembra solo pagare una certa sfortuna. Quando riesce ad innescare il potente sinistro questo esce centrale e facilmente controllabile dall’attento Olsen. Ancelotti lo cambia dopo 10′ della ripresa per far entrare MERTENS 7 ed è tutta un’altra musica… Sembra morso da una tarantola, pressa, recupera palloni e si propone. Manda in porta i compagni in più di un’occasione che però sprecano: gli altri ma non lui che prima si vede annullare per fuorigioco ma all’ultimo respiro non fallisce il pareggio. Indemoniato.

ANCELOTTI 6: si affida ad uno schieramento stavolta facilmente preventivabile con la conferma di uno strepitoso Fabian. Non gli si può imputare nulla, piuttosto bisogna lavorare sulla percentuale di realizzazione. Il Napoli crea tanto ma negli ultimi metri bisogna chiaramente essere più cinici.