Alle 18:30 di oggi, a piazza del Plebiscito è previsto il Flashmob Napoli Pride 2020. L’iniziativa è dedicata a Sarah Hijazi, l’attivista egiziana per i diritti umani e delle persone LGBTQ+, morta suicida a Toronto il 14 giugno. La Hijazi, arrestata il 22 settembre 2017 per aver sventolato la bandiera arcobaleno al concerto dei Mashrou’ Leila, al Cairo, fu torturata nei mesi successivi e liberata solo grazie alle pressioni internazionali. Fuggì in Canada, ma non è sopravvissuta al ricordo dell’esperienza vissuta: “ho provato a sopravvivere e ho fallito – così nella lettera ai famigliari – perdonatemi. L’esperienza è stata dura e sono troppo debole per resistere.” In sua memoria, il Pride di quest’anno vuole tenere desta l’attenzione su tutti i paesi mediterranei in cui i diritti LGBTQ+ non sono garantiti, come ricorda Antonello Sannino, componente di Arcigay Napoli e responsabile nazionale del Coordinamento Libertà civili e Pari opportunità di demA – Democrazia e Autonomia. Così Sannino per Napoliflash24:

L’iniziativa è importante anche perché si tratta del primo Pride in Europa dopo il lockdown e avverrà, ovviamente, nel rispetto delle normative sanitarie e del momento drammatico per il paese. All’inizio, infatti ci sarà un minuto di silenzio, in segno di rispetto.
Questa crisi ha fatto capire chiaramente che dove ci sono categorie marginalizzate, con diritti non riconosciuti, queste soffrono di più nella crisi, a causa del welfare già di per sé non adeguato. Ricordiamoci delle ragazze transessuali messe per strada, senza neppure l’appoggio delle famiglie. Non solo quella sanitaria, ma anche la crisi economica colpisce ancora di più tutte le categorie che sono già fragili e, inoltre, amplifica l’odio verso di esse: ogni qual volta c’è stata la crisi economica si è andato a caccia del capro espiatorio. Questo ci preoccupa profondamente, così come ci preoccupa tutta la contrazione delle libertà civili e individuali imposta da uno Stato che, con la questione sui “congiunti”, ha stabilito, con delle categorie etiche ottocentesche, chi dovesse essere un affetto delle nostre vite. Pensiamo che questo momento di criticità sia quello più importante per scendere in piazza, perché è facile tornare indietro.

Sannino, inoltre, ci ha ricordato che il Pride lancia un messaggio politico ben preciso: l’estrema urgenza dell’approvazione della legge contro l’omotransfobia su due fronti, quello nazionale e quello regionale. L’Italia, in quest’ambito, detiene un triste record: è l’unico tra i paesi fondatori della comunità europea a non avere una legge contro l’omotransfobia. Allo stato attuale gli articoli 604-bis e 604-ter considerano reati d’odio solo quelli di natura razziale, etnica e religiosa: a questi il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge che arriverà a luglio in Aula della Camera, mira ad aggiungere anche i reati legati al genere, all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Sul piano regionale, invece, va approvato il disegno di legge presentato: è dall’aprile del 2017 che in Campania è apparsa una prima proposta di legge in questo senso, ma da allora l’approvazione è rimasta sospesa.

Saranno presenti al Pride sia Alessandro Zan che il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Portavoce, inoltre, della forte connotazione mediterranea del Pride sarà M’Barka Ben Taleb, cantante e attrice di origini tunisine e napoletana d’adozione (la ricordiamo in Passione, di John Turturro e Gigolò per caso, sempre di Turturro, accanto a Woody Allen e Sharon Stone), da sempre si è fatta portavoce del connubio culturale tra le civiltà affacciate sul Mare Nostrum arrangiando classici della canzone napoletana con sonorità nord-africane e ricantando gli stessi brani in arabo e in francese. Così dichiara M’Barka Ben Taleb, madrina del Pride:

Ho deciso di fare da Madrina al Flash Mob Gay Pride di Napoli, e per l’occasione ringrazio Claudio Finelli e tutto lo staff di Arcigay, perché è necessario gridare a gran voce, e con fermezza, un No secco contro la pedofilia, ai maltrattamenti nei confronti di bambini, donne e anziani. Un sì al sostegno della difesa del Creato. No alla produzione di armi, alla fame del mondo e un Sì al rispetto di coloro che compiono scelte omosessuali. No alle case famiglia ma sì all’adozione dei bambini per le coppie gay.
Siamo figli dello stesso Dio che ci ha resi liberi, bisogna aver rispetto di tutti e dire no a qualsiasi forma di discriminazione ed esclusione
.”