Basta! Davvero non se ne può più! Queste battute sarebbero fuori luogo anche pronunciate al bancone di un bar, dimostrano plasticamente quanto il razzismo, gli stereotipi carichi di pregiudizio e la sottocultura antimeridionale, siano sentimenti incrostati nelle viscere del nostro paese. La città merita delle scuse”. Eleonora De Majo, assessore alla cultura e al turismo di Napoli, ha rispedito al mittente l’uscita a vuoto del suo omologo padovano, Andrea Colasio, già parlamentare dell’Ulivo nonché esponente di spicco del Pd veneto. Nel contestare le disposizioni dell’ultimo dpcm di chiudere senza distinzioni territoriali, Colasio aveva affermato che “qui non siamo a Napoli, esiste una cultura civica molto forte, un senso di comunità e l’idea che la salute è un bene comune molto forte“. Dichiarazioni che hanno scatenato una vera e propria bufera sui social che va avanti da ieri, tra richiesta di scuse e dimissioni.

Napoli ha dimostrato in questi mesi – continua la De Majo nel suo lungo post di denuncia su facebook – come tutte le altre città italiane, un enorme senso di responsabilità ed una straordinaria capacità di cura della comunità, nonostante un reddito procapite medio che è quasi la metà di molte città del settentrione.  Napoli è stata la città delle mani tese e dei “panari” pieni di cibo calati ai balconi durante il lockdown per offrire a chi non aveva niente, qualcosa da mangiare“.

È stata la città in cui d’estate si sono organizzati più di trecento eventi culturali piccoli e grandi, tra centro e periferia, tutti nel massimo rispetto delle prescrizioni e nella massima tutela della saluta pubblica. È anche per questo che le parole dell’assessore Colasio risultano ancora più deprecabili e fuori luogo e richiedono  una immediata smentita” conclude De Majo, che difende con orgoglio il lavoro del proprio assessorato e il comportamento della cittadinanza.