Ecco un interessante articolo, tratto dal Guardian e pubblicato prima dell’incontro Italia – Inghilterra, ai Mondiali di calcio del 2014 in Brasile, che parla di Maradona, di Napoli e del suo amore per il suo idolo.

“Napoli non è Italia” ha detto Maradona, ma l’ombra della città è tutta ‘Azzurra’

Via Cristoforo Colombo taglia lungo la costa del Golfo di Napoli, tra boschetti di case con intonaco che cade a pezzi, costruite in pietra vulcanica color miele che gradatamente scendono verso il mare, e l’imponente porto di Napoli, per il quale il viale è un percorso di servizio. Sul lato del litorale, con un caldo soffocante, ci sono contenitori in fila scaricati dalle gru ed il Bar Italia vicino al cancello principale del porto, pronto per la partita: vestiti con bandiere tricolori, lavoratori portuali e camionisti immersi nelle edizioni di “preparazione“, di tutti e tre i giornali sportivi italiani dedicati quasi interamente al calcio. “L’Italia senza paura” proclama la Gazzetta dello Sport, sulla sua testata, in verde, bianco e rosso – la vastità dell’editoriale sulla partita Italia-Inghilterra è così estesa che il giornale raggiunge pagina 18 prima di riportare la vittoria per 5-1 dell’Olanda sulla Spagna.

Sul lato verso l’interno della strada, balconi decorati con i panni stesi al sole, ora uniscono le solite lenzuola e biancheria intima con la bandiera nazionale, sotto la quale i venditori ambulanti offrono trombe, cappelli da giullare in blu e altri gadget in Azzurro, tra questi Fulvia Cirillo, tiene d’occhio i suoi nipoti mentre aspetta che “le tre punte di freccia” d’Italia facciano il loro dovere: gli attaccanti Balotelli, Immobile ed il giocatore locale del Napoli SC, Insigne, il cui volto è stampato sulla merce non ufficiale a sostegno del club e nazionale.

Un santuario dedicato a Diego Maradona a Napoli – l’argentino è una leggenda qui, dopo aver giocato per loro negli anni ’80 e ’90. In vista della semifinale Argentina v Italia in città durante la Coppa del Mondo del 1990, è stato suggerito che i napoletani dovrebbero tifare Argentina poichè sono stati snobbati dal resto d’Italia. A Napoli, la gente vive gomito a gomito l’uno con l’altro, e la povertà con la ricchezza. E’ così che i famosi Quartieri Spagnoli, un labirinto di stradine, prevalentemente popolate dalla classe operaia, sono vicino quella che una volta era chiamata Via Roma, ora Via Toledo, e a due passi dall’elegante bar Gambrinus, di fronte al (forse) più bel teatro lirico d’Europa.

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In quest’ultimo, impeccabilmente vestita si ferma la “Napoli bene” a sorseggiare Campari di fronte a una schermata che mostra i migliori goal della sera precedente per Messico e Olanda, mentre la trattoria di famiglia Nennella nel labirinto dietro l’angolo – stabilita dalle rovine della seconda guerra mondiale, quando la gente che abitava qui non aveva nulla da mangiare – c’è una battaglia per riuscire a sentire, tra gli ordini dati dal proprietario Pasquale Vitiello e le notizie sulla squadra a trasmesse ad alto volume con eccitazione da un altoparlante interno.

I Quartieri Spagnoli,  ora condivisi da napoletani e arrivi dallo Sri Lanka e Filippine, così che intorno al Gambrinus, gli immigrati stanno a guardare l’azione sullo schermo esterno, senza dover pagare l’aperitivo. Nelle stradine che si arrampicano alle spalle, dove gli immigrati e italiani alla stessa maniera preparano in bella mostra carichi di ombrelloni e foderine per telefonini la cui leggittimità pone parecchi punti interrogativi, e un negozio chiamato Asian Foods di Ali Pak” batte bandiera tricolore.

Ma c’è una stranezza qui a Napoli: la città non è ancora in grado di dimenticare il motivo per cui il secondo patrono della città, Diego Maradona, disse che “Napoli non è Italia“, prima della semi-finale del 1990 contro la sua squadra, l’Argentina, così alcuni “ultras” del Napoli sostennero i sudamericani contro la nazionale italiana, nella quale alcuni giocatori venivano dall’odiato Nord. L’Italia, da parte sua, non ha mai dimenticato o perdonato il tradimento degli ultras partenopei.

Canti anti-napoletani sono stati una caratteristica dello scandalo del razzismo nel calcio italiano in questa stagione, e, di conseguenza, ci sono anche bandiere argentine, lungo la strada del molo e lungo la stretta Spaccanapoli –  la via che divide in due la città, dove pendono pupazzi pagani misteriosi e la gente con i sogni da interpretare in numeri.

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Non sostengo l’Italia”, insiste un signore anziano, Gianni, con carte da gioco napoletane in mano all’angolo del chiostro di santa Chiara,Come ha detto Maradona: Napoli non e Italia. Tali sentimenti anche se convincenti, sono l’eccezione. I ragazzi che arrivano in città dalla tentacolare, malmessa periferia, a guardare su un grande schermo, girano in scooter con un altro ragazzo o ragazza sul sedile posteriore, portando enormi bandiere tricolori. Dovranno aspettare, con temperature che passano a 30°C e un’umidità del 90%, per vedere quale piano di gioco è a prevalere, con poche ore dall’inizio della partita: alle 16:00 le autorità devono ancora decidere se mettere uno schermo sul lungomare, o nella centrale Piazza del Plebiscito.

Farebbero meglio ad affrettarsi“, si è lamentato Andrea Valenti, che viene dall’interland napoletano seduto vicino alla scogliera da cui le persone si tuffano nelle acque del golfo,perché ovunque sia, sono venuto per assistere in prima fila. L’Inghilterra è una squadra migliore questa volta – ma gli azzurri saranno i migliori del gruppo, è scritto nelle carte, ho controllato“.

The Guardian

Traduzione di Simona Caruso