Cari amici, il nostro racconto si era fermato alla prima stagione di Rafa Benitez, culminata nella vittoria della Coppa Italia contro la Fiorentina a Roma, in quella notte ricordata per la tragica e vile uccisione del giovane Ciro Esposito.

La seconda annata del tecnico spagnolo (2014/15) non si apre sotto i migliori auspici, gli azzurri falliscono l’ingresso in Champions per mano di un non irresistibile Atletico Bilbao e il malcontento della tifoseria raggiunge livelli altissimi, complice anche e soprattutto una campagna acquisti giudicata inesistente e comunque non all’altezza. Anche il campionato non inizia nel migliore dei modi e dopo la vittoria alla prima a Genova a tempo scaduto il Napoli paga lo scarso rendimento del cannoniere principe, Gonzalo Higuain. L’argentino però si sblocca e gli azzurri cominciano a carburare, mettendo di fila 11 risultati utili di fila, collocandosi immediatamente alle spalle di Juventus e Roma. Il momento più entusiasmante arriva tre giorni prima del Natale  quando nello scenario suggestivo di Doha, il Napoli conquista la sua seconda Supercoppa Italiana dopo un’autentica battaglia contro quella Juventus che conosce ormai solo vittorie; è una gara entusiasmante che vede gli azzurri raggiungere due volte i bianconeri grazie ad un Pipita scatenato e trionfare dopo i calci di rigori, dove finalmente si erge a protagonista il tanto criticato (a ragione) Rafael.

I partenopei cavalcano l’onda dell’entusiasmo e grazie anche ai due nuovi azzeccatissimi acquisti di gennaio, Strinic e Gabbiadini, sembrano scatenati, vincono quattro gare di fila e sembrano intenzionati a raggiungere quel secondo posto che appartiene alla Roma di Garcia. Ma sul più bello, causa probabilmente le fatiche dell’Europa League, nella serata di San Valentino il Napoli crolla a Palermo e comincia un cammino in campionato che sarà incerto e balbettante. Intanto però è spedita ed entusiasmante la marcia in Europa; la banda di Benitez dopo aver eliminato agevolmente i turchi del Trabzonspor e i russi della Dinamo Mosca, annienta i temibili tedeschi del Wolfsburg (battuti a domicilio, alla Volkswagen-Arena con un roboante 4-1) ed accede ad una storica semifinale. Semifinale che tra l’altro sembra ampiamente alla portata, di fronte vi sono gli ucraini del Dnipro e tutto sembra far presagire ad una finale che mancava da 26 anni! Ma una serie incredibile di eventi, arbitri palesemente inadeguati, con episodi eclatanti a sfavore dei partenopei, un Higuain tanto sciupone quanto sfortunato e magari un destino che così aveva deciso, costringono il Napoli ad una amara, dolorosa e deprimente eliminazione.

 La frustrazione contagia in maniera dilagante ed anche la Serie A ha un epilogo calcisticamente drammatico; nell’ultimo turno gli azzurri devono battere la Lazio per acciuffare il terzo posto utile per il preliminare di Champions ed invece subisce una clamorosa sconfitta (2-4!) che addirittura colloca il Napoli al quinto posto finale, superato anche dalla Fiorentina. Il ciclo di Rafa Benitez finisce nel peggiore dei modi, è un fallimento vero e proprio, ma lo spagnolo ha di che consolarsi vista la chiamata del Real Madrid di Florentino Perez…

Marco Silva

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