Un Napoli quadrato, solido e continuo piega la resistenza di un Liverpool praticamente dominato grazie ad un gol proprio al 90′ di Lorenzo Insigne. Esplode il San Paolo che dopo due giornate si gode la vetta solitaria nel girone prima del doppio confronto con il PSG. Primo tempo con le squadre tutt’altro che spregiudicate ma sono gli azzurri ad avere un chiaro predominio. Nella ripresa è praticamente un monologo del Napoli fino all’urlo liberatorio al fotofinish.

OSPINA 7: il Liverpool non tira mai in porta ma il colombiano dimostra in due uscite basse che non è affatto uno sprovveduto. Disarmante sicurezza anche con il pallone tra i piedi; probabilmente è la svolta decisiva, si è obiettivamente liberato da qualsiasi fronzolo mentale.

MAKSIMOVIC 7: mossa quasi a sorpresa di Ancelotti che nel match contro il Liverpool consacra ufficialmente il ritorno tra i big di un calciatore di cui si erano quasi perse le tracce. Chiamato ad affrontare l’indiavolato Mane se la cava egregiamente interpretando il ruolo di esterno a destra basso con esclusivi compiti difensivi. Sbaglia nulla, bravo nell’inizio azione, insomma la luce dopo tanto buio.

ALBIOL 6,5: attento ed efficace sempre lo spagnolo che tiene a bada soprattutto il talentuoso Firmino che gli scappa via secco soltanto nella propria metà campo una volta grazie ad uno stop sbagliato che diventa dribbling: Raul lo ferma con le cattive e meriterebbe un giallo che non arriva. Bene così.

KOULIBALY 7: partita sontuosa del panterone senegalese a cui diamo mezzo voto in meno per la colossale ingenuità di cui si rende protagonista al minuto 25, quando in uno slancio offensivo entra male su un avversario, giocandosi il jolly  del cartellino troppo precocemente in una partita che lo vede chiamato a fronteggiare gente del calibro di Salah, tanto per citarne uno. Fortunatamente la sanzione non compromette una prestazione impeccabile. Prorompente.

MARIO RUI 6,5: con Maksimovic a destra è quasi uno schieramento a 3 dietro con il portoghese invece chiamato in costante pressione offensiva. Niente male se si pensa che dalle sue parti si aggirava il pericolo numero 1, l’egiziano ex Roma. Affidabile.

CALLEJON 7: prezioso come sempre per il suo contributo a tutto campo. È anche l’uomo più pericoloso nell’area avversaria, gli inglesi soffrono il suo movimento alle spalle: una sua conclusione che è un ibrido tra tiro e cross trova il salvataggio sulla linea di un avversario ed all’ultimo respiro è l’instancabile spagnolo ad assistere Insigne per il gol vittoria.

ALLAN 7,5: abbiamo assoluto bisogno di coniare dei neologismi per parlare di questo portentoso motorino che ci ha fatto spendere ormai parole ed aggettivi che non danno più il senso di questo eroe calcistico. Commuove per la sua grinta, la sua generosità e fa impazzire quando puntualmente conquista palla contro qualsiasi tipo di avversario. Il Liverpool se lo ricorderà a lungo e Mane avrà incubi per i prossimi 10 giorni. Rivedere l’incontro, please.

HAMSIK 6: stavamo pensando di trovarci al cospetto della sua miglior gara quest’anno quando, forse perché ormai sfinito, si rende protagonista in negativo di due nefandezze che rischiano di compromettere la partita azionando gli inglesi con due errori in uscita imperdonabili. Quando si tratta di metterci la grinta nei duelli andiamo male… Ed appunto è lui ad uscire negli ultimi 10 minuti per dar spazio a ZIELINSKI S.V. che comunque partecipa all’arrembaggio finale della squadra.

FABIAN RUIZ 5: primo tempo da horror nella sua terza apparizione nel terzo ruolo diverso. Schierato stavolta largo a sinistra sembra un pesce fuor d’acqua e litiga spesso con il pallone. Nella ripresa cresce ed entra maggiormente nel vivo ed è a lui che capita una delle occasioni più ghiotte ma non è lesto a finalizzare. Ci riprova con un sinistro secco che però non impegna più di tanto Alisson. Stavolta delude. Esce per VERDI 6 che ha subito un pallone da poter calciare ma lo manda alle stelle. Parte da sinistra per poi accentrarsi ed alla fine risulta importante per l’obiettivo centrato. Gli stanchi e macchinosi difensori inglesi infatti lo soffrono.

INSIGNE 7: è un voto che risente chiaramente del gol decisivo che regala tre punti fondamentali alla sua squadra. In realtà è meno spumeggiante ed ispirato del solito, sembra quasi sia ancora con la testa alla scialba prestazione di Torino. Un tocco raffinato di tacco ad armare Milik e qualche duello fisico di troppo perso contro i monumentali Gomez e Van Dijk prima della scivolata da tre punti. Decisivo.

MILIK 6,5: il polacco se la gioca, fa a sportellate con i centrali inglesi, è autore di apprezzati recuperi in ripiego e non fa mancare il suo contributo in area di rigore, in entrambe. Due volte tenta la stoccata ma Alisson non si fa sorprendere e si salva. Niente male. Al suo posto MERTENS 6,5 che ha un impatto importante e decisivo ai fini del risultato. La traversa gli strozza l’urlo in gola ma non lo abbatte. Ha voglia, è vivace ed una sua giocata deliziosa mette in condizioni Callejon di servire Insigne per il tripudio. Continua così Dries…

ANCELOTTI 7,5: non è facile spiegare la sensazione di un “tifoso malato” al cospetto di cotanto allenatore. Vedere una squadra già forte, competitiva e sicura dei propri mezzi cambiare il proprio gioco e nel giro di pochi mesi attuare quasi ad ogni gara una strategia diversa e con la fiducia di svariati interpreti ha dello straordinario. Maksimovic in quel ruolo per poter affrontare il terribile tridente del Liverpool si è rivelata una mossa vincente ed il fatto che una squadra così in salute e così forte venga dominata da inizio a fine anche dal punto di vista tattico rappresenta una vittoria che va ascritta al suo condottiero. Che era sicuro di vincerla ed è stato premiato…