Passato il picco epidemico, in questa nuova fase si fanno i conti con una ripresa sancita su carta, che tuttavia sta risultando farraginosa nella pratica per tutte le conseguenze causate dal Covid-19. In tale complessità di gestione, rientrano anche i cantieri di completamento e ammodernamento delle stazioni metropolitane di Napoli, linea 1 e linea 6. Il 28 maggio scorso, si sono riunite congiuntamente le commissioni Infrastrutture e Urbanistica, presiedute rispettivamente da Nino Simeone e Mario Coppeto. Una riunione molto attesa, che ha emesso un verdetto pronosticabile: le consegne saranno ritardate di almeno 90 giorni, stando ai report delle ditte. Da segnalare, inoltre, gli interventi pervenuti nel corso della riunione: l’assessore all’Urbanistica con delega alla metropolitana Carmine Piscopo; il Direttore dell’Area Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità Serena Riccio; il presidente della Metropolitana SpA Ennio Cascetta.

La prima stazione a fare le spese di questi ritardi, sarà quella di piazza Nicola Amore, nei pressi del Duomo – dove i cantieri hanno ripreso le attività a fine aprile. La consegna originaria era prevista per l’anno in corso, con probabile inaugurazione a dicembre. Dunque, tutto rimandato. Nel computo totale del rinvio, oltre ai 90 giorni suppletivi prospettati dalle ditte, bisogna aggiungere l’appesantimento recato dai protocolli di sicurezza – che seppur necessari – provocherebbero la perdita di 1/5 della capacità lavorativa per ogni turno.

La buona notizia però, al netto dei ritardi annunciati, è che sono già operativi 16 cantieri, dei quali tra gli altri: Capodichino, piazza Municipio, il già citato Duomo, piazza Garibaldi, Poggioreale. In ogni caso sono attesi entro la fine del mese di giugno aggiornamenti più precisi sulle consegne. Meritano menzione a parte invece, i cantieri del Centro direzionale e del Master Plan di Capodichino. Qui infatti, i lavori sono compito dell’azienda Igr, che per problemi interni, non è ancora riuscita a riprendere i lavori. Una situazione nient’affatto nuova, che ha già visto negli ultimi anni scioperi e proteste da parte degli operai interessati, per pagamenti in grande ritardo o addirittura non affatto pervenuti. L’Igr, è stata diffidata.