Dalle ore 10.00 in Piazza del Gesù avrà ufficialmente inizio il I maggio napoletano.

Si alterneranno sul palco rappresentanti delle tre maggiori sigle sindacali, Cigil, Cisl e Uil, guidate rispettivamente da Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati.

Sul palco saliranno i lavoratori di tre comparti del sindacato di base, ovvero un pensionato, un lavoratore dei trasporto e uno del commercio. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cisl di Napoli, Gianpiero Tipaldi.

Dalla conferenza stampa di presentazione, i tre segretari hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, dando la seguente lettura dello stato attuale della società meridionale ancorché nazionale.

«Questo governo non sembra sia interessato a fare investimenti seri sui nostri territori, il Mezzogiorno è stato cancellato dall’agenda e dalle prospettive di sviluppo del nostro Paese e, di certo, le misure tampone o momentanee come il reddito di cittadinanza non daranno ampie prospettive ai nostri cittadini, né tantomeno ai giovani. Così come quota 100 che dovrebbe prevedere un passo successivo fondamentale, ovvero, le assunzioni nei diversi comparti che man mano vedranno svuotarsi l’organico in settori strategici come la pubblica amministrazione, l’industria privata e il terziario». 

Napoli, città in cui la disoccupazione ha un tasso pari al 40% e l’economia sommersa è una piaga che fatica a essere sanata, è gemellata con Taranto, altra città-simbolo delle potenzialità inespresse del nostro Paese. E con altre piazze italiane, purché accomunate dallo stesso linguaggio, non ostile al Mezzogiorno.

Gli artisti che dalle 14.00 si esibiranno dal palco del Concertone del I maggio “terrone”, in Piazza Dante, parlano lo stesso linguaggio di chi sale sul palco tarantino. I promotori dell’appello scrivono:


In un paese sempre più traghettato verso la xenofobia, le differenze di classe, verso l’autonomia regionale, che altro non farà che peggiorare in tutto il  Sud i servizi essenziali, in un paese in cui la salute pubblica è messa a repentaglio così come l’ambiente in cui viviamo è ancor più importante che in una data simbolica per la storia dell’emancipazione e la conquista dei diritti come il Primo Maggio si parli una lingua diversa. La  piazza di Napoli deve essere un grido di orgoglio e resistenza“.

Diretto da Massimo Jovine dei 99 Posse e presentato da Gianni Simioli e Anna Trieste, il concertone focalizzerà l’attenzione sull’ostilità verso i poveri e i deboli, oltre che sul tema dell’accoglienza e su quello del lavoro. Resistenza e riscatto nelle canzoni degli artisti, tra i quali ricordiamo i Modena City Ramblers, Maurizio Capone, Modesto, Jovine, Folkabestia, Maria Nazionale, 99 Posse, Sud 58, Tommaso Primo.

Altri evento dal forte contenuto sociale e politico è il “Primo Maggio alle Monachelle” organizzato da Greenpeace Gl Napoli assieme al Comitato delle Monachelle. Adatto alle famiglie, essendoci anche uno spazio dedicato ai bambini, e a chi vuol trascorrere una giornata tra la natura e lezioni gratuite di TaiChi, Yoga, Pilates, reading poetico, performance e videoproiezioni, che si alterneranno dalle 09.30 al primo pomeriggio. Dalle 17.30 Andrea Vitale parlerà del valore e del senso del I maggio, attualizzato da Bartolomeo Matarazzo, che focalizzerà l’attenzione sul precariato diffuso e la mancanza di diritti per lavoratrici e lavoratori. A seguire un ricordo del salvataggio di esseri umani nel Mediterraneo. Alle 19.00 è in programma l’inizio del concerto tributo ai Rolling Stones ad opera dei Jumpin Jacks.