Ieri in centro storico a Napoli è calato il silenzio che ha lasciato spazio a serrande abbassate e a un silenzio surreale. E’ l’effetto del ‘coprifuoco‘ dell’ultimo Dpcm varato dal Governo che prevede chiusure di bar, ristoranti, trattorie, insomma della movida tutta. Solo i delivery, ovvero la consegna a domicilio di cibi è possibile entro le 22.30. 

Così ancora una volta i titolari dei locali cittadini sono scesi in piazza con slogan e striscioni contro il provvedimento di Conte. “Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi” e poi “A salute e a prima cosa ma senza sorde nun se cantano messe”, si legge su alcuni striscioni esposti in Pazza Plebiscito, centro della protesta di Napoli, dove si sono radunate migliaia di persone per protestare contro Conte e De Luca. Le camionette delle forze dell’ordine schierate davanti a tutti gli accessi della piazza, per tenere sotto controlla la situazione. I dimostranti, tutti con la mascherina, prima si sono seduti per terra, distanziati, poi hanno sfilato con cartelli e maschere di protesta.

In piazza rappresentanti delle categorie maggiormente danneggiate: oltre i proprietari di bar e ristoranti anche chi lavora nel turismo, studenti, esponenti dei centri sociali, singoli cittadini che stanno perdendo il lavoro. Il Comune di Napoli aveva annunciato di scendere in strada al fianco di chi protestava, poi la marcia indietro nel pomeriggio, per evitare strumentalizzazioni. Proteste che hanno abbracciato il malessere di un’Italia intera: cortei anche a Milano e Roma. Ad un certo punto un corteo, con il consenso delle forze dell’ordine, si è mosso verso della sede della Giunta regionale campana in Via Santa Lucia. La protesta si è poi conclusa ma i manifestanti hanno annunciato: “Torneremo davanti alla sede della Regione ogni giorno alle 18“.