Sarebbero 22 mila gli inquilini che risultano essere morosi, molti dei quali addirittura da 27 anni, intercettati dal Comune di Napoli, che hanno provocato alle casse di Palazzo San Giacomo una ‘voragine’ quantificata in 160 milioni di euro circa. I dati sono emersi da un’attività di recupero degli affitti non corrisposti, avviata a fine anno, quando sono partiti formalmente gli di diffida nei confronti di utenti morosi, affittuari delle diverse tipologie di immobili di proprietà comunale e strutture complesse come ex scuole, aree, suoli e fondi rustici. L’obbiettivo è ora quello di recuperare i 160 milioni di debito contratto dagli utenti da gennaio 1991 a giugno 2018. “L’Amministrazione – spiega Vicesindaco con delega al Bilancio, Enrico Panini – sta migliorando concretamente le operazioni di riscossione per ridurre la morosità ed aumentare gli incassi derivanti dall’utilizzo del patrimonio immobiliare comunale”.  

Intanto, a due mesi dall’avvio delle diffide, l’intervento ha già prodotto risultati ricevendo, a fine febbraio 2019, riscontro da circa 6 mila utenti, dei quali più della metà ha richiesto di accedere al beneficio del piano di rateizzo per il pagamento di quanto dovuto. “I primi effetti positivi dell’incisività di quest’intervento sono già visibili – dichiara poi Panini -. In un solo mese, quello di dicembre, gli utenti hanno saldato in un’unica soluzione, circa 685 mila euro dei debiti contratti in questi anni e il dato tenderà a crescere in tempi brevi, contando anche sul perfezionamento delle pratiche di rateizzo. L’attività, condotta in sinergia con Napoli Servizi, rientra nelle più ampie azioni prioritarie di recupero dell’evasione che l’Amministrazione sta portando avanti con fermezza in più settori, sia in quello delle entrate patrimoniali che in quello tributario”.