Era il 9 settembre scorso quando il sindaco Luigi De Magistris e l’Assessore Alessandra Clemente presentavano con volto sorridente e soddisfatto l’arrivo dei 900 monopattini elettrici forniti dalla multinazionale Helbiz. Di fatti è stato subito un grande successo in città per i primi 200 mezzi forniti: 21.966 corse solo nella prima settimana, 31mila finora; con una velocità media di 8.6 chilometri orari. Le zone più battute risultano piazza Garibaldi, Mergellina, Corso Umberto I, via Toledo, via Chiaia, Lungomare di via Partenope e via Caracciolo. Ma il fiore all’occhiello dei progetti per la mobilità sostenibile rischia già di appassire.

A sole tre settimane dall’inaugurazione, sembra palese una gestione anarchica da parte di alcuni utenti. Attualmente le zone toccate dalla svolta green sono Piazza del Plebiscito, Quartieri Spagnoli, Chiaia, Mergellina, Pallonetto Santa Lucia e Borgo Orefici. Eppure si rintracciano spesso monopattini abbandonati in luoghi non adibiti o in alcuni casi negli androni delle residenze al fine di poterli avere subito a disposizione per il riutilizzo. Una condotta che costringe gli addetti Helbiz a correre ai ripari riportandoli indietro con i furgoncini. Nonostante le poche e semplici regole (ogni veicolo deve essere utilizzato rigorosamente da una sola persona, con obbligo di casco per i minori), c’è chi lo usa sui marciapiedi, chi porta a spasso anche due persone. E non si tratta di semplici voci dalla strada. “Vanno chiesti chiarimenti su alcuni aspetti della sperimentazione in corso a Napoli” ha riferito in Commissione Mobilità la consigliera Roberta Giovamancano dati sulla sperimentazione, ad esempio sul numero di incidenti. Su questo fronte, occorre intanto chiarire come si articola la responsabilità in caso di sinistri“. Un punto dirimente: sono tante infatti le segnalazioni di gravi incidenti ricevute negli ultimi giorni dal 118, che mettono in luce la mancanza di un abito normativo adeguato nella regolamentazione del servizio, fruibile tramite una semplice app. Situazione che crea disagio anche alla Polizia Municipale, impossibilitata a sanzionare le infrazioni perché non è stato varato un codice specifico di multe cui fare riferimento.

A ciò si aggiunge l’aggravante Covid-19: pensata per garantire distanziamento sociale, l’iniziativa non sembra aver tenuto conto della necessità di sanificare i monopattini, fattore determinante per limitare la diffusione del virus. Al momento, sono troppo pochi gli strumenti per rilevare effettivamente se gli utenti seguano le norme anti-contagio.

Chi controlla che sia rispettato il Codice della Strada? E chi informa gli utilizzatori sulle regole da seguire? Non può bastare una “app” per scongiurare il rischio di un uso improprio, ad esempio, da parte di minori di 14 anni. C’è in atto una procedura di controllo sul rispetto delle regole in tema di sosta, di sanificazione, di informazione, che la stessa delibera di giunta che ha dato il via al progetto mette in capo al gestore privato?” ammonisce il consigliere Cinque Stelle Matteo Brambilla durante l’ultima riunione della Commissione, alla quale era assente proprio Alessandra Clemente, che detiene la delega alla mobilità sostenibile.

Pertanto in una lettera congiunta a firma del consigliere anziano Aniello Esposito inviata proprio a quella che dovrebbe essere nelle idee di De Magistris il candidato sindaco per le prossime comunali, i sottoscrittori hanno richiesto “di partecipare come commissione al tavolo permanente di monitoraggio e controllo“, ponendo l’accento sulle grosse criticità emerse dalle prime tre settimane di vita del progetto green e di fatto, sfiduciando l’operato dell’assessore. “Urge dotare i monopattini di luci anteriori e posteriori – dice il consigliere dem – vengono utilizzati anche di notte, e non si vedono. È un fattore di rischio molto serio che può provocare incidenti. A Milano se ne contano già 180“. Ma il vero problema, resta la limitazione del Covid: “Come facciamo a sapere che i mezzi vengano effettivamente sanificati? Mancano strumenti per capirlo“. Non manca, infine, un attacco alla Clemente, e all’intera amministrazione – “è un’assente ingiustificata. Il caso dei monopattini, e le parole di De Magistris ai lavoratori Anm dimostrano che non c’è una visione totale di mobilità per Napoli“.