Non può essere considerata una semplice partita di calcio quella che stasera, ore 20:45, si giocherà tra Napoli e Genoa. Sostanzialmente per due motivi e si presume che chi legge ne sia già a conoscenza. Ma procediamo per ordine.

E partiamo da quella che dal 1982 è stata una delle più belle espressioni di fratellanza che il mondo delle tifoserie possa offrire: anni di amicizia, sostegno e stima “a distanza” con quei festeggiamenti per la promozione contemporanea delle due squadre in Serie A nel 2007 con tanto di invasione pacifica di campo. Il fiore all’occhiello di un rapporto, una trama che pareva scritta dallo scenografo di quei film smielati e dal lieto fine, insomma una rarità in questo calcio. Poi, come un fulmine a ciel sereno, il comunicato degli ultras del Napoli di qualche mese fa ad ufficializzare la fine di un sodalizio longevo ed invidiato: causa scatenante la solidarietà dei grifoni verso Belardinelli, tifoso del Varese ma gemellato agli interisti con i quali aveva premeditato un “benvenuto” ai napoletani in quella ormai famosa gara dove lo stesso perse stupidamente (così come stupida era stata la sua decisione di “andare in guerra” per una partita di calcio) la vita. E già questo bastava per considerare il match di stasera dal sapore particolare, il primo dalla rottura del gemellaggio dopo quasi quarant’anni di amicizia; difficile però pensare ad un rapporto clamorosamente rivoltato, basti pensare ai fischi dei fratelli genoani (pardon, ex) nei confronti dei cori anti-Napoli da parte degli ultras del Brescia. E questo soltanto pochi giorni fa!

E poi, inevitabile parlare dei fatti dell’immediato post-Salisburgo di martedì sera: i calciatori del Napoli sono entrati prepotentemente di diritto nelle pagine di storia di questo sport (dalla parte sbagliata e tutt’altro che per meriti) con il primo caso di ammutinamento di una squadra nei confronti di un ritiro suggerito dalla società. Apriti cielo! Giorni in cui si è detto, scritto, inventato, ricamato l’impossibile; la cosa certa è che i tifosi che hanno sempre coccolato, sostenuto ed idolatrato i loro beniamini (sin troppo aggiungiamo) si sono sentiti profondamente traditi da questi ed hanno dato vita a forme di protesta e contestazione (comprensibile e fin troppo signorile, questo va scritto a caratteri cubitali).

Ecco perché questo proprio non può essere considerato un semplice match di Serie A, fatto sta che bisogna raggruppare tutte le energie, mettere da parte le incomprensioni e voltare drasticamente pagina: niente scherzi, perdere sarebbe non drammatico, di più… È naturale che in questo momento sarà fondamentale il lavoro mentale di Ancelotti il quale dovrà dare fondo a tutta la sua infinita esperienza ed al suo carisma per porre rimedio ad una situazione poco simpatica (per usare un eufemismo). Tra i convocati mancano Manolas (acquisto di spicco dell’estate partenopea ma fuori praticamente due volte su tre!), Allan (chissà se c’entra il fatto che pare essere uno dei sobillatori più accaniti della vicenda scabrosa) e Ghoulam (pare essere fuori dal progetto tecnico e su questo permetteteci di dissentire dal Carletto nazionale); nella formazione anti-Genoa dovrebbe trovare posto uno tra Maksimovic e Luperto accanto a monsieur Koulibaly mentre al centro del campo sarebbe davvero strano assistere all’ennesima esclusione di Elmas. In attacco la coppia maggiormente indiziata per partire dall’inizio sembra quella composta da Milik e Lozano.

Un ultimo appello ai tifosi: la Curva B per le restrizioni attuate ultimamente e sempre più rigide nei confronti dei rappresentanti delle curve, diserteranno o non faranno sentire il sostegno e già questa è una pagina triste, che dovrebbe invitare a riflessioni. Sarà inutile insultare chi va in campo, i calciatori sono mercenari (chiediamo scusa, professionisti) che indossano la maglia azzurra e sostenerli significa sostenere anche la nostra storia. Chi ha sbagliato sarà messo alla porta nelle prossime due sessioni di mercato e ce ne libereremo (ok ci avete scoperto siamo anche noi accaniti tifosi) e quindi è inutile rendere l’ambiente poco sereno.

A proposito di serenità, a dirigere l’incontro, e non è mai un particolare irrilevante (il Napoli sin qui è stato palesemente danneggiato!), sarà il signor Calvarese. In bocca al lupo anche a lui…