Il caso delle foto scattate nel giugno del 2017 che ritraevano una paziente dell’ospedale San Paolo di Napoli ricoperta di formiche suscitò tanto clamore da attirare l’attenzione di tutti i media nazionali. Ad oggi, secondo indiscrezioni diffuse da organi di stampa, la Procura di Napoli ipotizza i reati di omissione di atti di ufficio e falso per le 17 persone, tra manager e sanitari, iscritte nel registro degli indagati. I Carabinieri del Nas, cui spetta il patrocinio dell’indagine, accertano che i fatti sarebbero accaduti tra il 2018 all’anno in corso, anche durante il lockdown.

La foto incriminata non avrebbe fatto altro che inquadrare una carenza igienica, reiteratasi nel tempo anche dopo la segnalazione di diverse criticità afferenti ai lavori di pulizia. C’è pure un’aggravante: il nosocomio avrebbe più volte fornito una documentazione che attestava il contrario, come contrassegno formale della presunta esecuzione delle sanificazioni richieste. Riscontrata tale difformità, gli inquirenti hanno proceduto ad analizzare gli atti relativi alla ditta di pulizie che ha vinto l’appalto al San Paolo. Qui un altro capo d’accusa: il reato di peculato pendente sull’Asl. L’azienda sanitaria locale infatti, avrebbe erogato la somma spettante alla cooperativa senza però che questa avesse fornito l’attestato di corretta esecuzione dei lavori.