Martedì sera il Napoli è atteso ad un bivio fondamentale per il futuro, della squadra e del suo allenatore. Dopo l’ennesima mancata vittoria sabato in casa dell’Udinese non si aspetta altro che la gara interna col Genk per capire le imminenti mosse della società relativamente alla situazione di Carlo Ancelotti che, diciamolo pure, la stragrande maggioranza della tifoseria napoletana vorrebbe andasse via, senza se e senza ma. Una squadra sconcertante sotto tutti i punti di vista, incapace di trovare in questo sin qui anonimo campionato uno straccio di reazione d’orgoglio. Quella contro i campioni del Belgio sembra davvero l’ultima chiamata per assistere ad una decisa inversione di tendenza; qualche giorno fa su questo stesso giornale ci eravamo sbilanciati su quella che appariva la motivazione più plausibile ad un andamento così discordante tra Campionato e Champions e sembrerebbe, dalle parole pronunciate in conferenza da Ancelotti e Meret, che ci abbiamo preso in pieno. Hai voglia a parlare di numeri, tattiche, mancanza di filtro a centrocampo, difesa senza leader ed attacco anemico ed impreciso: sta accadendo un qualcosa che avviene spesso nello sport ma in generale quando si è chiamati a fare prestazioni di qualsiasi genere e la testa non è sgombra. C’è tensione, paura di sbagliare, mancanza di fiducia ed autostima, il colpo difficile non lo provi e quello facile ti risulta neanche così semplice: forse un discorso che un tifoso passionale, caldo, spassionato come quello partenopeo fa fatica a comprendere, a concepire ma è la realtà, ed alcune situazioni correlate ( leggi colpe della società per il discorso contratti) non fanno che amplificare tali difficoltà. E proprio su questa problematica ha insistito il portierone del Napoli, ed anche il tecnico, ammettendo i problemi e la razione di colpe proprie, ha toccato l’argomento psicologico. Sembra quello il primo grande ostacolo che il Napoli deve superare e soltanto il gruppo, magari con un episodio favorevole, può trovare la scintilla per non mandare in frantumi una stagione partita sotto la cattiva stella.

Ancelotti dal canto suo ha risposto con compostezza anche sulla eventualità di un suo esonero; non ha fatto una piega dichiarandosi pronto a qualsiasi evenienza così come da copione visto il suo ruolo. Ed ha parlato anche della suggestiva possibilità di vedere Ibra al Napoli da gennaio, il tecnico sente spesso lo svedese ed ha lasciato intendere che una intenzione ed una possibilità ci sarebbero. Ma non è tempo di farsi illusioni, aggiungiamo noi…

Per quanto concerne la formazione, sembra di capire che Allan e Milik siano recuperati, anche se soltanto il primo, di importanza capitale in mezzo al campo, pare destinato ad iniziare dal primo minuto. Curiosità anche sull’impiego del capitano Insigne sempre più in difficoltà in questo periodo in cui sembra essere, ancor più di prima, il bersaglio preferito dalla tifoseria; azzardato invece pensare che Ancelotti possa fare a meno dei due “scissionisti” Mertens e Callejon.

Difficile prevedere come si evolverà la situazione: tira brutta aria e tra gli addetti ai lavori si vocifera di un esonero già fissato, al di là della qualificazione (che ricordiamo il Napoli raggiungerebbe anche con un pareggio). Gattuso è il nome più caldo e l’ex centrocampista di Milan e della nazionale avrebbe già dato il suo benestare a cotanto prestigioso incarico; noi però, da inguaribili ottimisti ci auguriamo un film dal finale diverso, rievocando una situazione simile venutasi a creare nei primi mesi di Sarri (non uno qualsiasi e non abbiamo scelto uno a caso!). Si parlava insistentemente di esonero, la squadra pareva non seguire il suo mister e le vittorie non arrivavano: poi il match di Europa League contro il Bruges (altra squadra belga, che caso!) con un Napoli devastante, spumeggiante e capace di rifilarne 5 ai malcapitati avversari. Ai tifosi non pareva vero, stava nascendo e nacque quella sera probabilmente il più bel Napoli della storia, quello inarrestabile del pre-Ancelotti. Che è ancora in tempo (forse) per cambiare le pagine di una storia che sembra già segnata; sarebbe un clamoroso colpo di scena, quello che solo i grandi possono imbastire. E lui un grande lo è sempre stato…

Obiettivo ottavi, si gioca il 10 alle 18:55 ed arbitrerà il turco Cakir, al San Paolo,prima del match accoglienza e festa per Marek Hamsik, l’indimenticabile 17 azzurro!