Il Comune di Napoli ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky, aderendo così alla campagna denominata “100 città con Patrick“, lo studente dell’Università di Bologna e attivista per i diritti delle minoranze e delle persone lgbt, arrestato in Egitto lo scorso 7 febbraio. Da questa data è tenuto prigioniero nelle carceri egiziane con diverse accuse, fra cui quelle di “istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione” e di disturbo alla pace sociale. I legali del giovane hanno riferito di minacce e torture che sarebbero arrivate perfino all’elettroshock. Anche Amnesty International si sta occupando del caso. E’ del sindaco, Luigi De Magistris, la proposta da cui è partita l’adesione all’iniziativa avanzata da Gofair, un’organizzazione non governativa formata da studenti e operatori no profit. L’intenzione è quella di far pressione sul governo egiziano e sull’opinione pubblica internazionale affinché Patrick sia liberato: “Chiediamo l’immediata liberazione di Patrick Zaky e ci auguriamo che possa tornare quanto prima da noi in Italia. Un ragazzo che s’impegna per i diritti umani è una risorsa preziosa per la comunità. Come città dei diritti e dell’accoglienza contiamo di poterlo ospitare presto a Napoli“, ha dichiarato il primo cittadino. Ma la speranza degli organizzatori è anche quella che il conferimento della cittadinanza da parte delle amministrazioni locali possa servire per fare pressione sul governo egiziano tramite quello italiano, perché terminino le torture denunciate dai legali dell’attivista. La strada verso la sua liberazione sembra però molto lunga e difficile: il processo a carico dell’attivista continua a subire rinvii e lo scorso 7 maggio è stato disposto un rinnovo della misura di custodia cautelare. Il timore è che a Patrick sia inflitta la sorte toccata a Giulio Regeni, il dottorando italiano dell’Università di Cambridge rapito in Egitto il 25 gennaio 2016 e ritrovato otto giorni dopo sul fosso della strada che collega Il Cairo con Alessandria.