Il Comune di Napoli, quest’anno, è in finale per il premio Best LibertyCity, istituito nel 2016 dall’associazione Italia Liberty: si tratta di un riconoscimento nazionale che premia, annualmente, la città che si è impegnata di più nella tutela e promozione del patrimonio culturale Liberty.

L’«arte nuova»

“Liberty”, dalla ditta di arredamenti moderni Liberty and Liberty Co. attiva a Londra dal 1875, è il nome della declinazione italiana del più ampio movimento artistico dell’Art Nouveau, divenuto popolare in Europa e negli Stati Uniti per un breve periodo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Il presupposto dell’Art Nouveau consistette in un rinnovamento estetico dei prodotti industriali: l’industrializzazione della seconda metà dell’Ottocento aveva portato con sé prodotti d’uso comune scadenti e privi di qualsiasi valenza artistica. Conciliare la grande produzione industriale con la qualità dell’artigianato fu il primo passo verso la creazione di uno stile iconico, che incarnò il gusto della media borghesia negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale. I primi «operai d’arte» furono quelli che collaborarono con la ditta Morris, Marshall, Faulkner & Co., fondata a Londra nel 1861 da William Morris, che si proponeva di creare oggetti d’arredamento conciliando funzionalità e bellezza. Si trattava, però, di prodotti costosi, destinati ad una clientela ristretta. Allargare il bacino di acquirenti, garantendo comunque il pregio artistico di ogni oggetto fu, dunque, il successivo obiettivo di Morris: nel 1888 fondò al Art and Crafts Exhibition Society, un’associazione di arti e mestieri produttrice di oggetti di uso comune dal bel disegno e a basso costo. L’innalzamento del livello estetico, conciliato con i prezzi accessibili, incontrò le esigenze della media e piccola borghesia, prima esclusa sia dai prodotti di alto artigianato, che dai prodotti industriali, di uso principalmente popolare. Nessun campo restò immune alla rivoluzione artistica: dall’arredamento alla moda, dall’arte orafa alla grafica, sino ad approdare anche alla pittura e all’architettura. Il nuovo gusto prediligeva linee sinuose, ispirate a quelle naturali; decorazioni delicate, floreali e geometriche e il generale impiego dei nuovi materiali, quali acciaio e cemento armato in architettura e ceramica, vetro e ghisa per le decorazioni.

Il Liberty a Napoli

Il Liberty a Napoli si manifesta principalmente in architettura. L’architettura Liberty esprime, più di ogni altra forma d’arte, l’aspirazione di questo stile a fondere arti maggiori e minori: pavimenti, decorazioni, finestre, arredi, tappezzerie sono accomunati alla struttura architettonica dallo stesso linguaggio e tra involucro e contenuto vige l’armonia. A Napoli, tra il 1900 ed il 1920 sorsero ville, palazzetti e palazzi in stile Liberty, nelle aree del Vomero e di Posillipo, oltre che in alcune zone coinvolte in attività di risanamento architettonico. La declinazione napoletana di questo stile vede il massiccio impiego di vetro e ferro battuto per le decorazioni, oltre che di stucchi e motivi floreali; le strutture sono abbellite dalle forme curve del cemento, torri e pilastri.

Italia Liberty e il premio Best LibertyCity

Italia Liberty è un’associazione culturale che difende e promuove la conoscenza del patrimonio artistico Liberty, con mostre, eventi e pubblicazioni. Il comitato scientifico dell’associazione, composto dal presidente Andrea Speziali, dall’avvocato Edoardo Tamagnone e da Rosilla Gambini, erede del grande maestro di Art Nouveau Silvio Gabini e del futurista Ivanhoe Gambini, ha selezionato anche per quest’anno le città candidate al premio di Best LibertyCity. Il Comune di Napoli ha meritato una menzione di merito per la mostra tenutasi a Palazzo Zevallos Stigliano, presentata dal 25 settembre 2020 al 24 gennaio 2021, intitolata Napoli Liberty. N’aria ‘e primmavera, a cura di Luisa Martorelli e Fernando
Mazzocca
. Palermo è stata menzionata per il restauro di Villa Igiea, con gli affreschi dell’architetto Ernesto Basile. Savona, invece, perché dopo anni di
battaglia ha concesso 5 milioni di euro per il restauro di Villa Zanelli. Bologna, poi, ha meritato un posto in finale per la partecipazione al progetto Art Nouveau Week di Italia Liberty, che ha portato ad un forte incremento delle visite turistiche. Torino, infine, si è impegnata in varie attività volte al recupero e valorizzazione di molti beni del proprio territorio. Il risultato della competizione sarà comunicato nei prossimi giorni.