Napoli è una delle città più belle e amate d’Italia, con le sue coste caratteristiche, il suo mare cristallino, i numerosi musei d’arte contemporanea e un grande patrimonio artistico da preservare. Non a caso, il centro storico di Napoli è il più vasto di tutta l’Europa e gran parte dei monumenti sorti nella città partenopea in età romana sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Durante l’epoca romana, Napoli andò incontro a una grande espansione urbanistica e architettonica, spostandosi oltre le cinta murarie e arrivando a colonizzare anche l’area portuale, tanto da divenire uno dei maggiori punti di scambio per le popolazioni di quei secoli. Nacquero inoltre diversi teatri dedicati alle belle arti e templi innalzati alle grandi divinità romane, parte integrante della cultura dell’epoca.

La cultura romana nei media

Al giorno d’oggi la grande tradizione romana è tenuta viva da opere televisive, cinematografiche e videoludiche acclamate in tutto il mondo. L’esempio più lampante è senza ombra di dubbio rappresentato da Il Gladiatore, film del 2000 diretto da Ridley Scott che narra le vicende del generale Maximus, ridotto in schiavitù e intenzionato a vendicare la sua famiglia. Molto apprezzata anche la serie TV Spartacus, disponibile su Netflix e ambientata nell’Antica Capua del I secolo a.C., a cavallo tra le guerre civili. La tradizione romana, e soprattutto la sua opulenza, vive anche nei videogiochi ed è il tema centrale di Rome: Total War, videogioco di Creative Assembly che offre ai giocatori la possibilità di prendere in mano le redini dell’impero romano e conquistare il resto del mondo allora conosciuto. Vediamo però quali monumenti e lasciti della tradizione romana sono ancora oggi visitabili in quel del golfo partenopeo, e come l’influenza di Roma abbia trasformato Napoli nella città che oggi tutti conoscono ed invidiano all’Italia.

A partire dal I secolo a.C., Napoli si trasformò in un apprezzato luogo di villeggiatura per tutte le più illustri personalità romane, che amavano trascorrere le loro vacanze nella città partenopea. In quegli anni fu costruita la maestosa villa di Licinio Lucullo, dotata di una vastissima biblioteca, laghetti abitati da pesci, allevamenti di murene e alberi di pesco che arrivavano direttamente dalla Persia. La residenza estiva di Lucullo divenne particolarmente famosa per i suoi opulenti banchetti, tanto che nel dizionario italiano si può ancora oggi trovare l’aggettivo “luculliano”, utilizzato per descrivere un pasto ricco di pietanze e alquanto gustoso. La struttura, che si protraeva dall’isola di Megaride fino al monte Echia, è talmente grande che ancora oggi è ben visibile da diversi punti di Napoli. Nel Parco sommerso della Gaiola si erge invece la Villa Imperiale di Pollione, eretta nel I secolo a.C. per ordine del nobile romano Publio Vedio Pollione. Grazie alla sua vista panoramica che si affaccia sul mare, la villa venne in seguito utilizzata da Augusto. La Villa Imperiale fa oggi parte del Parco Archeologico del Pausilypon e può essere ancora oggi visitata durante un soggiorno a Napoli.

Tappa obbligata per chi visita la città partenopea, seppur eretto solo nel Diciottesimo secolo, è il Teatro di San Carlo. Esso è infatti il più antico teatro lirico ancora in attività, nonché uno dei più prestigiosi al mondo. L’imponente struttura è in grado di ospitare fino a 1386 spettatori ed è decorata con suggestivi affreschi dell’epoca barocca. Questo palcoscenico non è però purtroppo mai stato calcato da grandi classici della scena musicale, come il musical “Il Fantasma dell’opera”, che si rifà all’omonimo romanzo. Indiscutibilmente uno dei musical più di successo di tutti i tempi, che già nel 2010 celebrava la diecimillesima messa in scena, ha portato la figura del fantasma e di Christine nell’immaginario popolare, ispirando giochi quali la versione da tavolo di Hurrican o Phantom of the Opera di Betway casinò, sviluppato in HTML5 da Microgaming e basato direttamente sul film del 2004, ma anche canzoni come il brano musicale inciso nel 1980 dagli Iron Maiden. Il Teatro San Carlo sarebbe una cornice perfetta per la grandezza di questo musical, e lo porterebbe davanti ad un pubblico nuovo rispetto alla scena londinese o americana.

Arte romana a Napoli

I romani furono inoltre grandi amanti delle arti, tanto da erigere numerosi teatri nel territorio partenopeo. Il Teatro Romano di Neapolis, detto anche Teatro Romano dell’Anticaglia, ne è una chiara testimonianza. Il sito archeologico sorge nel cuore del centro storico della città e fu una delle più importanti strutture dell’epoca. In questa sede presero vita numerose commedie e tragedie della tradizione greco-romana, e lo stesso imperatore Nerone vi si esibì portando in scena le sue odi e altri poemi da lui composti. L’imperatore Augusto, grande cultore delle tradizioni greche, definì Napoli come la “custode della cultura ellenica”, tessendo ampie lodi di questa città. Nella Napoli romana sorgeva inoltre un’importante scuola a indirizzo epicureo, tenuta dai filosofi Filodemo e Sirone, che tra i suoi allievi più illustri contava anche l’illustre poeta latino Virgilio, autore, tra le altre opere, dell’Eneide, delle Bucoliche e delle Georgiche. Quest’ultime, in particolare, furono composte a Napoli in sette anni. Anche le Bucoliche furono composte a Napoli, mentre la sua più importante opera, l’Eneide, fu realizzata da Virgilio tra la città partenopea e Roma. Essa narra le vicende di Enea, esule da Ilio e fondatore della nobile gens Iulia romana, alla quale appartiene anche il celebre imperatore Gaio Giulio Cesare.

A Napoli venne eretto anche il Tempio dedicato ai Giochi Isolimpici, nati in contrapposizione ai Giochi Olimpici della città greca di Olimpia. Il tempio partenopeo fu edificato per volontà di Augusto, molto legato alle tradizioni greche. I giochi olimpici di Napoli, proprio come quelli di Olimpia, si tenevano ogni cinque anni e comprendevano diverse specialità. Tra queste la lotta, il pugilato e il pentathon, che comprendeva le discipline della corsa, del salto in lungo, del giavellotto, del disco e della lotta. Le competizioni a cavallo comprendevano invece corse con cavalli da sella, puledri e carri. A differenza dei Giochi Olimpici, nelle Isolimpiadi di Napoli erano previste anche delle peculiari gare di recitazione e di canto.

Napoli non smette mai di stupire e sorprendere con la sua storia ricca di particolari inaspettati e avvenimenti importanti, che hanno contribuito a rendere l’Italia una tra le nazioni più belle al mondo. L’arte partenopea di stampo ellenico e romano è un tesoro da conservare gelosamente e tramandare con orgoglio ai posteri, per ricordare loro le proprie origini.