Al terzo piano del Museo di Capodimonte è visibile una mostra permanente di opere di numerosi artisti di rilievo internazionale, molti dei quali nell’ultimo ventennio sono stati presenti nelle esposizioni organizzate dalla Sovrintendenza con le gallerie di arte contemporanea, tra cui  quelle di Lia Rumma e Lucio Amelio.

Chi ha avuto modo di ammirare al primo piano del medesimo Museo, la Collezione Farnese con i suoi capolavori del passato, del Rinascimento, o chi ha percorso la storia figurativa di Napoli attraversando le sale del secondo piano, probabilmente non oserà definire arte quella attuale, contemporanea , esposta all’ultimo piano del Museo.

In effetti l’arte contemporanea ritenuta incomprensibile,ermetica, eccessivamente stravagante, continua ad essere oggetto d’interesse solo di una scarsa elite di persone, mentre il grosso pubblico continua a preferire le opere rassicuranti del passato.

Dovremmo soffermarci nel considerare che la nostra reazione,il nostro atteggiamento è  probabilmente lo stesso che ebbero i contemporanei di un Tintoretto, di un Caravaggio, di un Rembrant, le cui opere furono spesso considerate spregiudicate e rifiutate dalla committenza.

E’ importante riflettere che se l’Arte è espressione del suo tempo, non dobbiamo meravigliarci davanti a immagini prive di significato,  che esprimono l’incertezza del presente, in cui sono venuti meno i riferimenti tradizionali.

Non possiamo applicare alla pittura e alla scultura contemporanea schemi, metri, misure, paradigmi usati per l’arte antica.

Nel campo artistico,  gli anni che precedono la prima guerra mondiale,  sono caratterizzati da una continua sperimentazione, da  ricerche che  danno vita alle cosiddette ” Avanguardie Storiche,” ossia quei movimenti di drastica e totale rottura nei confronti dell’arte precedente.

Nascono così: il Cubismo, il Futurismo, l’Espressionismo, il Dadaismo, quest’ultimo il movimento più provocatorio e dissacrante che ebbe origine quando l’artista francese Marcel Duchamp trasformò in opera d’arte un semplice oggetto, una ruota di bicicletta, firmandolo.

duchamp

futurismo

Egli con tale gesto volle sancire la morte dell’arte: in un mondo dove è tutto distruzione l’Arte , il Bello, non hanno scopo di esistere.

Successivamente , durante il periodo dei regimi dittatoriali, l’avanguardia venne considerata ” arte degenere” e molti artisti europe, non potendo esprimersi liberamente,  approdarono in America.

Gli Stati Uniti divennero baluardo della libertà e culla di nuovi linguaggi artistici , tra cui sicuramente uno dei più noti è quello della Pop Art, di cui il Museo di Capodimonte espone un’opera del suo maggiore esponente: Andy Warhol.

In occasione della mostra ” Vesuvius by Wahrol” del 1985 allestita nel Museo di Capodimonte, l’artista americano volle dedicare un omaggio al più famoso e ricorrente tra i temi della veduta napoletana: il Vesuvio in eruzione.

Il Vesuvio, icona della città, appare come in molti dipinti  del ‘600, sereno e giocoso, reso attraverso vivaci colori acrilici che ricordano la tavolozza partenopea.

Vesuvius-di-Andy-Warhol

Negli anni Sessanta la Pop Art scandalizzò il mondo artistico  in quanto l’oggetto di consumo, di uso quotidiano, divenne protagonista dell’immagine pittorica.

E’ da individuare un’estrema ironia nei confronti del  sistema capitalistico americano dove tutto è soggetto alla legge del consumo, dove continuamente si è bersagliati dalle immagini dei mass media e della pubblicità.

Un’arte che esprime un disagio esistenziale in  un mondo dove i prodotti fabbricati dalle macchine  vivono in simbiosi con l’uomo. Le immagine pop, infatti,  sono tratte da cartelloni pubblicitari, dai fumetti, dalle insegne stradali e sono rese con uno stile impersonale e distaccato.

In una società dove tutto diventa utile, niente può essere estetico: il kitsch, l’oggetto di cattivo gusto, si eleva al rango di opera d’arte.

Come il linguaggio rinascimentale esprimeva il mondo della prima società borghese, mercantile e finanziaria, quello impressionista della nascente borghesia industriale, la Pop Art riflette la realtà della società capitalistica , della cultura di massa.

pop art

Visitando la Collezione di Arte Contemporanea a Capodimonte, si  passa dalla correnti artistiche della metà del Novecento  a quelle più recenti dell’ultimo ventennio del secolo scorso.

In particolare occupa un posto privilegiato la Transavanguardia,  movimento così definito dal critico d’arte Bonito Oliva, per classificare le opere  di alcuni artisti che esposero in occasione della Biennale di Venezia del 1980.

Tra questi artisti si distinsero : Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola de Maria, Sandro Chia.

vasca oaladino.

La Transavanguardia, chiamata anche arte postmoderna, dopo anni di  Astrattismo, recupera  l’elemento figurativo ma contestualizzandolo in uno spazio in cui sono sconvolte le regole prospettiche e in cui l’immagine, spesso capovolta,  esprime il disorientamento dell’uomo che ha perso punti di riferimento divenendo una  realtà oggettuale.

cucchi

Opere postmoderne rese in chiave romantica, grottesca, provocatoria, lirica, con spirito non dissimile a quello dei nostri grandi protagonisti della Storia dell’Arte dei secoli passati.

Annamaria Pucino