Nella straordinaria cornice di Miami, al’Hard Rock Stadium, il Napoli ben impressiona e gioca alla pari di un Barcellona anche più avanti nella condizione; le squadre si affrontano nella prima di due amichevoli a stretto giro (il “ritorno” si giocherà sabato nel Michigan). Alla fine però sono i blaugrana ad avere la meglio approfittando anche di un Napoli sprecone; Ancelotti presenta davanti a Meret una linea difensiva composta da Di Lorenzo e Mario Rui esterni e coppia centrale ManolasMaksimovic, centrali di centrocampo Zielinski e Elmas, Callejon ed Insigne larghi e Fabian Ruiz libero di inventare tra le linee a supporto dell’unica punta Mertens.

La gara non inizia a ritmi vertiginosi, gli spagnoli insistono con il loro prolungato palleggio che risulta però sterile e poco produttivo ed anche nemico di chi in Italia (inizio ore 1.30) ha scelto di assistere all’incontro! Gli azzurri invece colpiscono per personalità, fanno girare il pallone con velocità, al massimo due tocchi ed in pochi secondi ribaltano l’azione e si trovano con potenziali occasioni da rete. Fabian Ruiz non ha ancora tutti i minuti nelle gambe, è tornato ad allenarsi col gruppo da pochissimi giorni ma quando si accende ne guadagna lo spettacolo: le sue giocate sono di intelligenza calcistica mista a qualità superiore ed è così che in più di un’occasione lo spagnolo manda in porta a turno Insigne (su cui Neto fa muro in uscita bassa), Zielinski (con il polacco che sorprende la retroguardia catalana tagliandola a fette con un inserimento tipo football americano, l’azione poi si perderà) e Callejon (lo spagnolo servito alla perfezione a destra con un filtrante mette in mezzo un pallone d’oro che Mertens in allungo, con una spaccata non riesce a finalizzare da due metri). Ruba l’occhio la formazione di Ancelotti che non soffre il Barca, ci prova Suarez con un tiro alle stelle, poi è bravo Meret su due tiri comunque non irresistibili di Griezmann e di Pérez; Insigne allora prova la giocata collaudata a favorire l’inserimento di Callejon ma lo spagnolo, liberatosi come sempre alla perfezione, è indeciso se tirare, appoggiare dietro o servire al centro, ne nasce un ibrido che non favorisce Mertens, il pallone è scomodo e difficile da calciare, finisce male. A furia di sprecare poi si finisce con l’essere puniti, e figuriamoci se il Barcellona non ti castiga; il Napoli non chiude davanti all’area di rigore lasciando libero di calciare Busquets che infila all’angolino basso lontano da Meret che non ci arriva, la beffa è servita al minuto 39! Ma il Napoli non si abbatte, Insigne ha subito l’occasione di azionare il sinistro ma viene murato in angolo; lo stesso 24 di Frattamaggiore ripete la solita giocata con Callejon, stavolta lo spagnolo si mette in proprio, finta e rientra sul sinistro, vince il contrasto con Firpo e calcia col piede debole. Non sapremo mai se il tiro di Josè sarebbe finito ugualmente nel sacco, fatto sta che ci pensa Umtiti in spaccata a tradire la sua squadra, è subito 1-1! Si chiude così la prima frazione con gli azzurri che sprecano un nuovo micidiale break, Neto respinge un tiro di Fabian.

Nel secondo tempo entrano in campo gli stessi 11, il Barcellona ha il pallino del gioco e va pure subito vicino al nuovo vantaggio: Pérez serve al centro Abel Ruiz che in corsa colpisce a botta sicura, Meret si esalta ed è prodigioso ribattendo la doppia conclusione. Iniziano le sostituzioni al minuto 57, entrano Milik e Verdi in avanti per Fabian e Mertens, Mario Rui fa spazio a Ghoulam, Luperto sostituisce Manolas e Gaetano prende il posto di Elmas che intanto è a terra per un duro contrasto con Busquets. Il macedone gioca una mezz’ora da paura, grinta e personalità, sembra giochi da una vita con i compagni partenopei, poi un calo giustificabile. Ci mette due minuti Milik per toccare il primo pallone ed è subito un’occasione clamorosa, Arek entra in area con il pallone sul suo sinistro ma il fendente in diagonale finisce di un soffio a lato, peccato! Tanti cambi anche per il Barcellona nelle cui fila entrano tra gli altri Dembele, de Jong e Piqué, mica poco! Proprio Dembele appare scatenato e con uno dei suoi soliti tiri accentrandosi da sinistra fulmina Meret che è salvato dal palo! Un minuto dopo ancora Milik che inizialmente pare intenzionato a servire Insigne riesce a liberare nuovamente il suo sinistro stavolta accentrandosi da destra, Neto è prodigioso a mandarla in angolo stendendosi alla sua destra. I ritmi cominciano a calare, il Barcellona fa tanto possesso ma il Napoli è micidiale nelle transizioni: i partenopei sfruttano l’ampiezza del campo e trovano una corsia per Ghoulam, l’algerino arriva al cross teso che mette fuori causa anche Neto ma Milik da metri zero colpisce in maniera scomposta di petto anticipando anche l’accorrente Gaetano, alto! Il polacco, che pure nel giro di pochi minuti è riuscito a costruirsi le migliori palle gol dell’incontro, pare vivere in maniera poco serena queste voci di mercato ed inesorabilmente ne risentono le prestazioni. C’è chi non sarà d’accordo ma è del tutto giustificabile, è un discorso generale che non colpisce soltanto Milik ed il Napoli ma tutti quei calciatori chiacchierati che si allenano con l’incertezza del proprio futuro (noi ci battiamo e lo faremo sempre per una finestra di mercato sensibilmente meno estenuante). Finisce che a 10 minuti dal termine da un tiro rimpallato è Rakitic (senza dubbio il migliore dei suoi per continuità e influenza nel gioco) a trovare la giusta coordinazione dal limite e infilare l’incolpevole Meret; anche in questa occasione colpevole la squadra azzurra di concedere il tiro dal limite! Il Napoli prova a reagire ma con poca veemenza, è sempre Milik in diagonale ad armare il sinistro che Neto riesce a respingere, poi un paio di fiammate di Dembele ed un’ultima chance per Verdi che si libera dallo spigolo di sinistra dell’area avversaria e calcia rientrando sul mancino, il tiro però è debole e finisce tra le braccia di Neto. L’andata è del Barca, sabato alle 23 italiane ci sarà la rivincita.

Indicazioni tante e quasi tutte positive per Carletto: dietro la squadra appare solida, Maksimovic ha disputato un pre-campionato da paura ed anche contro il Barcellona è stato un muro. Contro gli spagnoli tante incertezze da parte di Manolas, tutte in uscita palla al piede (il suo tallone d’Achille) ma il greco non preoccupa. Di Lorenzo rappresenta una sorpresa per tanti ma non per noi che abbiamo un debole per questo ragazzo forte fisicamente e bravo anche in supporto ai centrali di difesa, crescerà ancora. Sulla corsia mancina appare attualmente sotto tono Ghoulam, Mario Rui sembra più in forma e contro gli spagnoli è risultato tra i migliori. In mezzo al campo tantissime note positive, Zielinski ormai è un calciatore totale e non deve più smarrirsi, Fabian deve confermare le cose belle fatte vedere nella scorsa stagione e nell’Europeo stravinto da protagonista con l’Under 21 e a Miami a tratti è stato “luccicante”. Di Elmas abbiamo già scritto, un veterano che ancora deve compiere 20 anni, uno in più comunque di un altro potenziale fenomeno, Gianluca Gaetano, per nulla intimorito al cospetto dei gloriosi dirimpettai, si è destreggiato in maniera autoritaria regalando anche tocchi di fino ed aperture deliziose alla platea. Callejon non riusciamo più a commentarlo, abbiamo terminato gli aggettivi a nostra disposizione, ci viene solo da pensare che è stato ed è ancora uno dei calciatori più sottovalutati della storia, fa sempre la differenza! Davanti arrivano le dolenti note, non per disprezzare il lavoro dei nostri ma è chiaro, lapalissiano, che è lì che bisogna intervenire, con forza, senza indugi e con le idee chiare. Il Napoli produce una marea di potenziali occasioni ma negli ultimi metri spesso si fallisce l’ultimo passaggio o il movimento per battere comodamente a rete; l’impressione netta è che se il Napoli riesce a saltare il primo pressing diventi pressoché micidiale, letale. Ma Mertens, Insigne e Milik (mettici pure Younes, Verdi pare proprio non riuscire ad azionare il suo incredibile potenziale) non bastano, e per “cazzimma” (quella o ce l’hai nel DNA o niente) e per sostenere una stagione lunga e ricca di impegni. Siamo tutti professori, tutti analisti di mercato ma è ovvio che Giuntoli ed Ancelotti ne sanno più di noi (un milione di volte almeno): ci permettiamo soltanto di dire la nostra da attenti tifosi non avvezzi a particolari polemiche. Quest’anno, se a detta di tutti la Juventus si è rinforzata (permetteteci di nutrire qualche dubbio) e l’Inter è un’avversaria temibilissima (sicuramente pericolosa ma secondo noi ancora dietro agli azzurri), consentiteci di pensare che la società è “obbligata” a fare due colpi funzionali alla realizzazione di un disegno tattico voluto dal mister e che ne esaltino quelle che sono le caratteristiche tecniche di una già valida squadra. Siamo d’accordo con Ancelotti, uno come James calzerebbe a pennello, pochi fronzoli nel momento dell’ultimo passaggio e palla servita per buttarla dentro ma Milik (che gode della nostra più totale fiducia) non deve prendersela a male: abbiamo bisogno di un ulteriore punta (siamo una big, dannazione!) e vorremmo uno che sia un animale dell’area di rigore, uno che in un modo o nell’altro, non importa come, la butti dentro senza esitare. Chiediamo troppo? Regalateci questo sogno, siamo sicuri che ne vedremmo delle belle. E se ne accorgerebbero anche al Palazzo…