Ennesima avvilente sconfitta di un Napoli troppo brutto per essere vero: il Granada vince 2-0 e adesso al Maradona ci vorrà un’autentica impresa per riuscire ad acciuffare gli ottavi di finale di Europa League. Gli spagnoli partono in maniera decisa e nel giro di due minuti, attorno al ventesimo, fanno due gol: il primo è di Herrera, libero di colpire di testa su cross dal lato opposto. Ci pensa Kenedy, 120 secondi dopo, con un diagonale di sinistro a concludere una micidiale ripartenza che mette in ginocchio i partenopei. La reazione del Napoli è pressoché nulla (il primo tiro in porta a meno di 5 minuti dalla fine!) e alla fine gli spagnoli non fanno anche il terzo. Basta!

MERET 6: non ci fa una bellissima figura sui due gol che lo vedono scarsamente reattivo. Però alla fine evita il terzo gol del Granada su un insidioso tiro all’angolino.

DI LORENZO 4,5: calciatore assolutamente in difficoltà in questa confusionaria gestione tecnica. Prova con volontà a spingersi in avanti per combinare qualcosa di buono (senza riuscirci) ed inevitabilmente lascia scoperto il suo lato dove Kenedy raddoppia senza opposizione. Ma anche due minuti prima non aveva fatto il giusto movimento per contrastare Herrera che regala il vantaggio agli iberici. Sofferenza continua.

RRAHMANI 5: in perenne difficoltà ogni volta che gli avanti del Granada si azionano. Dopo pochi minuti rivede i fantasmi di Verona facendo un retropassaggio maldestro verso Meret. Per tutto il primo tempo balla con il suo compagno di reparto. Meno problemi nella ripresa dove su un piazzato di Mario Rui spreca malamente una colossale occasione per spingere il pallone in rete.

MAKSIMOVIC 4,5: nella prima frazione Kenedy più volte lo umilia evidenziandone una lentezza ciclopica. Non la becca mai e si rende protagonista di errori inconcepibili di misura anche in uscita. Vince molti duelli aerei nel secondo tempo quando gli spagnoli per lunghi tratti rinunciano ad attaccare e buttano il pallone lontano: la frittata è già fatta e con il contratto ormai che non sarà rinnovato è meglio che il serbo, il campo, lo veda il meno possibile.

MARIO RUI 4,5: la differenza tra vittima o carnefice di questo momento negativo è sottile. Abbiamo contato decine di snervanti retropassaggi ed altrettanti passaggi facili falliti. Servito bene da Insigne potrebbe calciare in porta o servire Osimhen, riesce nell’impresa di non farne nessuna delle due! Nel secondo tempo una ingenuità grande quanto una casa per poco non manda in porta il Granada. Si ripete nel finale e per chiedere il fallo becca il solito puntuale giallo.

LOBOTKA 4,5: lontano parente del calciatore valido visto in Spagna, nel Celta Vigo. Ad un anno dal suo acquisto la lontananza dai campi lo ha minato nel corpo e nello spirito; la sua autostima, attualmente sotto i tacchi, non gli permette altro che qualche passaggio ravvicinato. Mai una giocata e quando azzarda un passaggio con quoziente di difficoltà maggiore, lo sbaglia. Attualmente non è giudicabile come calciatore. Al suo posto BAKAYOKO 5,5 che entra e sbaglia un passaggio clamoroso. Poi si riprende conferendo maggiore equilibrio e sostanza al centrocampo partenopeo: per poco non mette in porta Di Lorenzo con un illuminante filtrante risultato leggermente lungo.

FABIAN RUIZ 6: nel grigiore della manovra napoletana lo spagnolo reduce dal mese di assenza per Covid è l’unico ad accendere la luce a sprazzi. Un paio di giocate superiori meriterebbero un finale migliore ma in entrambi i casi Elmas non è efficace prima con un destro dal limite e poi quando viene ostruito da Osimhen. Non può garantire una tenuta sufficiente per tutto il match ma risulta il migliore senza ombra di dubbio.

ELMAS 4: probabilmente con Gattuso non ci sta capendo più nulla. Nel primo tempo gioca tra le linee e non la vede quasi mai se non quando è chiamato in causa da Fabian Ruiz per un tiro dal limite che però non fa male al Granada (fuori alla destra di Silva). Nella ripresa prende il posto di Politano sulla destra e riesce a fare ancora peggio: non ne indovina una sbagliando gli appoggi più elementari, in una circostanza costringe Zielinski al fallo e nel finale un controllo di una leggerezza inaudita regala palla agli avversari che si scatenano nella ripartenza che per poco non porta al 3-0. Ectoplasma.

POLITANO 5: gioca soltanto un tempo prima di abdicare per un infortunio (l’ennesimo di una stagione, quella partenopea, davvero iellata). Tenta di dare vivacità ad una manovra timida, monotematica, lineare fino all’inverosimile: però perde testardamente un pallone al limite dell’area avversaria e il Granada non perdona. Sfortunato. Al suo posto ZIELINSKI 4 senza dubbio il miglior calciatore presente sul terreno di gioco. E proprio per questo imperdonabile per la ormai cronica incapacità di prendersi la squadra sulle spalle ed incidere in maniera importante. Per due volte avrebbe la possibilità di calciare verso la porta ma sbaglia di brutto. Eccede anche in mezzo al campo per qualche stupida velleità. Racconterà un giorno di non essere mai riuscito a diventare quel giocatore che sarebbe potuto essere!

INSIGNE 5: si vede subito che anche per Lorenzo non è serata. Sbaglia subito in sequenza un controllo, poi un appoggio che aziona il contropiede del Granada ed in seguito da buona posizione invece di calciare serve, male, Mario Rui sulla corsa. Non fa mancare il suo costante supporto con la solita riconosciuta generosità. Ma dal punto di vista tecnico incide meno che niente.

OSIMHEN 5: difficile giudicarlo, deve riprendere una condizione accettabile e nel mentre giocare sempre e comunque per le tante assenze. Il problema è che questo Napoli attuale gioca in maniera diametralmente opposta a quella per la quale è stato scelto ed ingaggiato l’attaccante nigeriano. Tira due volte, per l’esito meglio soprassedere…

GATTUSO 4: l’espressione, il suo volto è spesso già un programma prima che la gara abbia inizio, ma non solo stasera. Se cominciamo con i se e con i ma non la finiamo più: è innegabile che gli va riconosciuto il fatto di essere al cospetto di una situazione, quella relativa alle assenze, di rara portata, e fin qui gliene diamo atto. Poi però è anche opportuno evidenziare che al di là delle attenuanti, una domanda sorge spontanea: ma che senso ha questo Napoli? Una squadra figlia di insicurezze, scarsa personalità, sicuramente, ma anche estremamente in confusione e senza un briciolo di senso logico, con la totale assenza di unità di intenti. Imbarazzante il posizionamento difensivo di tutta la squadra incapace di opporsi alle ripartenze avversarie, mai armonia nella disposizione delle marcature. In mezzo al campo estenuanti tocchi in orizzontale e mai una verticalizzazione fatta con una logica: si arriva al limite dell’area di rigore e lì iniziano i guai, le idee non ci sono e si finisce col nulla di fatto. Hai voglia a lamentarti delle assenze o vivere su vittorie, come quelle di domenica, figlie della casualità o di una totale rinuncia all’offesa costringendo il Napoli ad una sorta di squadra che deve lottare per la salvezza. Siamo contro chi critica a prescindere l’allenatore calabrese e soprattutto condanniamo quando addirittura si vanno ignobilmente a toccare le sfere private; è fastidioso e poco corretto fare il tifo per le proprie idee a scapito della squadra (chi fa questo non è vero tifoso). Ci piacerebbe vedere un Napoli bello e magari pure vincente e se questo avvenisse per opera di Gattuso, perché non dovrebbe andare bene? Gattuso come qualsiasi altro: detto questo però bisogna un attimo fare un’analisi lucida ed imparziale ed alzi la mano chi ha intravisto margini di potenziale grande squadra sotto l’attuale guida tecnica. Il Napoli è deprimente, senz’anima, senza un minimo di gioco, nel caos più assoluto e tanti calciatori validi stanno facendo la figura dei brocchi: attualmente chi difende a spada tratta Gattuso è in malafede e non vuole il bene di questa squadra. Intanto stasera è arrivata un’altra sconfitta, abbiamo perso il conto di quante siano state. Basta!