Al “Diego Armando Maradona” gli azzurri affrontano il primo degli ultimi 5 ostacoli che li separano dal traguardo del posto Champions, un obiettivo che ad un certo punto della stagione pareva seriamente compromesso. Come compromessa addirittura in maniera irreparabile sembrava la posizione del Cagliari fino a meno di tre settimane fa, prima della serie di 3 vittorie consecutive iniziate quando non ci credeva più nessuno e cioè nei minuti di recupero della gara interna con il Parma con i ducali in vantaggio prima dell’incredibile harakiri. Due squadre in salute quindi con obiettivi importanti nel mirino; intanto dagli anticipi del sabato arriva la vittoria del Milan sul Benevento, esito che non fa fare salti di gioia al Napoli e che invece rincuora i sardi che anche perdendo avrebbero gli stessi punti dei campani…

Il Napoli è ritornato lo squadrone capace di macinare gioco ed avversari, ma così come è avvenuto lunedì sera nel posticipo di Torino contro i granata (anche loro ironia della sorte a quota 31 con Cagliari e Benevento) bisogna innanzitutto non sottovalutare l’impegno; la qualificazione alla massima competizione continentale passa esclusivamente per le proprie mani, i partenopei vincendo sempre (in realtà basterebbero anche 4 vittorie ed un pareggio nelle ultime 5) non dovrebbero guardare in casa degli altri! Gattuso, sul quale non si placano le insistenti quanto fastidiose ed inopportune voci sul futuro, è intenzionato ad affidarsi al solito 11 che in questo momento offre maggiori garanzie: in porta Meret approfitterà dell’indisponibilità di Ospina guidando la difesa che vedrà Di Lorenzo a destra, Manolas (finalmente tornato su buoni livelli) e Koulibaly centrali ed Hysaj a sinistra (l’albanese nelle ultime uscite ha superato nelle gerarchie un incerto Mario Rui). Probabilmente in mezzo al campo ci sarà l’unico cambio rispetto alla sfida contro il Torino con il ritorno dal 1′ di Fabian Ruiz (che ha smaltito il problema alla schiena) al fianco di Diego Demme, elemento insostituibile nello scacchiere del tecnico calabrese; poco più avanti a legare il reparto di metà campo con quello offensivo agirà come al solito il polacco Piotr Zielinski che avrà ai suoi lati il capitano Insigne e Matteo Politano (più in forma di Lozano il quale entrerà nella ripresa). Davanti spazio ancora al nigeriano Osimhen che nonostante gli infortuni e le tante assenze vuole raggiungere l’obiettivo della doppia cifra in campionato (è arrivato a quota 7); Dries Mertens partirà nuovamente dalla panchina pronto per lasciare il segno a gara in corso.

Il Cagliari non partirà sconfitto o con l’intenzione di non provarci ma effettivamente lo sguardo sembra già rivolto alla sfida di domenica prossima sempre in Campania quando gli isolani faranno visita al Benevento, l’11 di Filippo Inzaghi che ha sperperato un buon margine di vantaggio in classifica e che attualmente sembra il maggior indiziato per fare compagnia a Crotone (già matematicamente retrocesso dopo il ko interno contro l’Inter di ieri pomeriggio) e Parma in Serie B. Infatti Semplici ha fatto capire in conferenza che si farà attenzione ai diffidati e che esiste la possibilità in tal senso di rinunciare all’uomo di spicco (Joao Pedro) sul quale pende una diffida; è ovvio che il brasiliano rappresenta l’arma letale imprescindibile per ferire a morte il Benevento… Risultati e destini che si incrociano indissolubilmente, salvezza e qualificazione Champions, Napoli e Cagliari giudici non solo del proprio destino…

Ad arbitrare il delicato incontro che avrà inizio alle ore 15 sarà il signor Fabbri di Faenza al quale è legato un precedente da incubo nell’unico incrocio di stagione in campionato e cioè la sconfitta bruciante di Verona; personaggio poco gradito anche al Var (Mazzoleni). Il popolo partenopeo incrocia le dita…