Domenica 19 gennaio Riccardo Muti è tornato, dopo circa otto anni, al San Carlo, con la Chicago Symphony Orchestra. Presenti al concerto, sold out da mesi, i ministri Franceschini e Manfredi, il governatore De Luca e il sindaco De Magistris. Il programma della serata ha visto il direttore e l’orchestra dare vita a brani impegnativi come la suite daRomeo e Giuliettadi Sergej Prokof’ev e la SinfoniaDal Nuovo Mondodi Antonín Dvorák.

Prima dell’appuntamento con il teatro massimo napoletano, domenica mattina, Muti ha portato la sua musica con alcuni musicisti della Chicago Symphony Orchestra, ai giovani detenuti del carcere minorile di Nisida. Un’altra parte dell’orchestra, sempre in mattinata, si è recata al museo di Capodimonte per la mostra “Napoli Napoli: di lava, porcellana e musica“, realizzata grazie ad una collaborazione tra il teatro e il museo diretto da Sylvain Bellenger.

È stato un evento di grande rilievo culturale per il capoluogo campano, quello al Lirico napoletano, con biglietti esauriti da mesi, ed un pubblico internazionale. A parte le autorità cittadine, regionali e nazionali, era presente anche il segretario generale del Mibact Salvo Nastasi, l’attore Toni Servillo e, naturalmente, il sovrintendente Rosanna Purchia e il suo successore Stéphane Lissner.

L’evento è stato sponsorizzato dagli imprenditori napoletani attraverso il progetto “Concerto di imprese“, ed è la prima tappa italiana del tour europeo con cui Muti sta festeggiando il decimo anno di direzione musicale della Chicago, una delle migliori orchestre al mondo, che vanta un curriculum lungo centoventi anni.

Il concerto si è concluso con una cena di gala con prodotti campani, che Muti ha voluto offrire ai musicisti e ad alcuni ospiti selezionati. È la seconda volta che il direttore viene nella città partenopea con la prestigiosa orchestra statunitense, la prima fu nell’oramai lontano 2012.

Muti farà ritorno a Napoli, al San Carlo per una prima a novembre, quando dirigerà l’orchestra del teatro lirico partenopeo con le musiche di Petr Il’ic Cajkovskij, Franz Schubert e Saverio Mercadante, e nel 2021 con il “Don Giovannidi Wolfgang Amadeus Mozart.

Eventi come questo sottolineano l’importanza per Napoli, di mettere al centro la cultura, ha detto la sovrintendente Purchia in una dichiarazione e sulla stessa lunghezza d’onda, in un’intervista al quotidiano ”Repubblica”, Muti ha proposto la creazione di un “Lincoln Center” nel territorio.