Nella suggestiva sala dei baroni del Maschio Angioino, la regista e autrice Lina Wertmuller ci ha raccontato e si è raccontata attraverso aneddoti e ricordi personali, del suo amore per il cinema. Accompagnata dalla seducente voce di Nicoletta Della Corte e dal pianoforte del Maestro Andrea Bianchi il recital, prodotto da Artecultura di Nando Formisano, è stato messo in scena il 18 e 19 settembre all’interno del pittoresco castello angioino.

I temi dello spettacolo sono stati l’amore per il cinema, la più moderna delle forme espressive, e quello per la musica, l’arte più antica, nata con l’uomo. È così attraversando un mare di ricordi e racconti, aneddoti personali e non, siamo passati Charlie Chaplin a Marilyn Monroe, da Marlene Dietrich a Federico Fellini, a Sofia Loren, Humphrey Bogart.

Le sigarette, pericolose e politicamente scorrette oggi, hanno creato “divi e divine” atmosfere sensuali e misteriose…ascoltando Lina Wertmuller nei suoi racconti, intermezzati dall’avvolgente voce di Nicoletta Della Corte, sembrava di essere sul set di “Nuovo cinema paradiso”, di Tornatore, e tutti noi , il pubblico, eravamo il piccolo protagonista, Salvatore, mentre la signora Wertmuller,  come Philippe Noiret, il proiezionista, il mago, che ci portava in questo mondo incantato che è il cinema, che aiuta a dare un senso, o meglio una chiave di lettura per la realtà che ci circonda. Ed ancora i nomi continuano a scorrere, Anna Magnani, Rossellini, Bergman Si alternano alla voce di Nicoletta: “Comm t’ha fatt mammeta”, “Io te vurria vasa’”, “Moon of Alabama” di Kurt Weil, per ritornare poi il al nostro Totò  con “malafemmina” e a Renato Carosone; e poi di nuovo Marilyn con “Bye bye baby” e per concludere  Louis Armstrong, con “What a wonderful world”. Un inno alla speranza, che si può avere solo se di tanto si guarda alla realtà attraverso un filtro,  quello della lente della telecamera.

Simona Caruso