La Collezione Same, esposta al Museodivino in Via San Giovanni Maggiore Pignatelli a Spaccanapoli, prende il nome dall’acronimo dell’artista, il sacerdote stabiese Antonio Maria Esposito (1917-2006), che nell’arco del secolo scorso sfidò i limiti delle possibilità umane per realizzare un percorso artistico decisamente fuori dal comune. La collezione consiste in settantacinque opere in miniatura ispirate ai temi della Natività e della Divina Commedia, da cui l’esposizione prende il nome: 33 presepi e 42 sculture di altrettanti passi dell’opera dantesca, 30 sull’Inferno, 11 sul Purgatorio e una sul Paradiso.

La straordinarietà però, sta nelle dimensioni: queste minuscole creazioni sono contenute in gusci di noce, pistacchio, castagne e noccioli, fino ad un seme di canapa candidato al Guinness dei Primati; i millimetrici personaggi che le animano sono scolpiti con gocce di pittura essiccate e modellate e granelli di polpa di pera per le teste. Come se non bastasse, la maestria dell’artista ha trasformato i gusci in splendidi paesaggi in cui accogliere le sue creature: stradine, montagne, villaggi, sentieri e alberi, dalle palme di Betlemme a quelli della “selva oscura”, sono scolpiti e dipinti attorno ai personaggi, conferendo alle miniature una straordinaria profondità. La dolcezza dei presepi si affianca alla crudezza dei gusci di noce dedicati alla Divina Commedia, il tutto da contemplare muniti di torcia e lente di ingrandimento, fornite a ciascun visitatore.

La creazione delle miniature rappresentava per Antonio Maria Esposito un momento di silenzio, concentrazione e preghiera; la prima opera è stata realizzata dal sacerdote all’età di ventitré anni, subito dopo la morte di sua madre, ed è contenuta in una piccola scatolina per iniezioni a lei appartenuta; nel 1992, in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II a Castellammare di Stabia, Don Antonio lo omaggiò con un presepe contenuto in un geode di quarzo, di cui l’esposizione possiede una replica. Un lento esercizio spirituale per Don Antonio, che ha dato luce ad opere che, con la loro ricchezza, sospendono il tempo di chi le osserva. È per questo che il Museodivino è anche, e soprattutto, un luogo in cui stare: stare per lasciarsi incantare, proiettarsi altrove, tra le dita di chi ha modellato le sue creature con tenerezza. Sostare per bere un bicchiere di vino, trattenersi a studiare, leggere uno dei libri messi a disposizione dei visitatori, chiacchierare.

Sono diverse le attività in cui è possibile lasciarsi coinvolgere dal Museodivino e da Silvia Corsi, coordinatrice del progetto: Vita da Poeti è un percorso esperienziale che inizia con uno spettacolo e prosegue con una cena e che interroga i poeti, i pittori, i musicisti, per trovare risposta all’inesauribile domanda “come ha fatto?”; Dante ad Alta Voce – una follia d’altri tempi è una lettura collettiva della Divina Commedia, aperta a chiunque, esperto o no, voglia portare con sé tre o nove terzine da leggere o semplicemente sedersi ad ascoltare, confrontarsi, provare ad interpretare insieme; Museo di Notte inizia con la degustazione del caffè preparato con la Cuccuma, l’antica caffettiera napoletana, dal Cuccuma Caffè; prosegue con la visita notturna alla collezione e termina con lo spettacolo teatrale In viaggio con la Musa, che approfondisce la Natività e l’opera di Dante.

L’Angelo traghettatore, in un guscio di noce

Questo e tanto altro al Museodivino, che nasce per iniziativa dell’Associazione Culturale Progetto Sophia. Donne verso la Bellezza, presieduta da Emanuela Mirabile e fondata nel 2016 per affrontare i temi della donna nell’arte e nella filosofia, il pensiero femminile come portatore di pace, solidarietà e riflessione interreligiosa e multiculturale, volta ad un’analisi critica del femminismo, un fenomeno vastissimo e spesso dai caratteri imprecisi, che questi studi intendono affrontare attraverso specifici approfondimenti nel campo della filosofia e dell’arte. Ma perché, allora, la Collezione Same? L’associazione si è imbattuta in essa pochi anni fa e, a dispetto dell’apparente lontananza di temi, vi ha colto un messaggio da divulgare, da fare proprio e donare agli altri: l’atmosfera di sospensione dei presepi, l’invito all’attenzione, il dettaglio della piccolezza trasformano questo percorso artistico in un inno alla pace, alla sospensione dei moti negativi dell’anima; un inno all’amore, quello incarnato dalla Madonna della Natività, che Antonio Maria Esposito rappresenta con tanta delicatezza. L’attuale esposizione permanente nasce nel 2019, ma precedentemente è stata esposta con la mostra I Presepi da Guinness, inizialmente in Largo Corpo di Napoli e poi presso la sede dell’associazione; nell’inverno 2017-2018 con il patrocinio del Comune di Napoli è stato realizzato il progetto “Il Museo più Piccolo del Mondo”, che esponeva un’opera alla volta, in vari punti della città. Quest’anno, contemporaneamente al Museodivino, è nato un Centro Studi dedicato alle rappresentazioni figurative della Divina Commedia nel ‘900 e al significato del presepe napoletano.