E’ morta Linda Brown, protagonista del caso che negli anni ’50 portò alla decisione della Corte Suprema

statunitense di porre fine alla segregazione nelle scuole.

Era il 1951 e  Linda Brown aveva nove anni quando suo padre Oliver Brown, tentò di iscriverla ai corsi estivi di una scuola elementare di Topeka, in Kansas, all’epoca frequentata da soli bianchi. Quando la scuola bloccò la sua iscrizione, il padre denunciò l’autorità scolastica di Topeka.

All’epoca, la maggior parte degli stati meridionali aveva la possibilità di separare gli studenti in base al loro colore della pelle. Ma il padre di Linda Brown contestò in tribunale, in una causa, la legge del Kansas che consentiva alle città di oltre 15.000 di istituire scuole separate.

Dopo la denuncia dell’uomo si aggiunsero altri quattro casi simili e la causa fu presentata alla Corte suprema che dopo una lunga battaglia legale, Il 17 maggio 1954, decise all’unanimità che la separazione dei bambini in bianco e nero era incostituzionale perché negava ai bambini neri il 14 ° emendamento,  garanzia di uguale protezione secondo la legge.

La vita di Linda Brown “ci ricorda che a volte le persone più improbabili possono avere un impatto incredibile e che, servendo la nostra comunità, possiamo davvero cambiare il mondo”.

Queste parole , enunciate dal governatore del Kansas  Jeff Colyer, danno il vero senso a tutte le battaglie per il raggiungimento dei diritti umani.

Grazie Linda

Per “Siamo nani sulle spalle di giganti”  Lucia Montanaro