La notizia della morte di Diego Armando Maradona, 60 anni, sta facendo il giro del mondo. L’ex leggendario calciatore del Napoli, del Barcellona e della Nazionale argentina, secondo quanto riportano il Clarin e la CNN, sarebbe deceduto per un attacco cardiorespiratorio nella sua casa di Tigre, dove si era trasferito dopo l’operazione subita alla testa, in seguito a una caduta.

Maradona nasce il 30 ottobre 1960 nel quartiere disagiato di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires, dove il calcio diventa la sua passione già da quando era un bambino. I primi calci iniziano per strada, dove impara a manovrare magistralmente la palla. Idolatrato dai compagni di gioco viene soprannominato di “El pibe de oro” (il ragazzo d’oro), che gli rimarrà affibbiato anche quando diverrà una celebrità. Talento di testa e di piede, Maradona inizia ad esprimere il suo talento nell'”Argentinos Juniors”, per poi proseguire nel “Boca Juniors”, sempre in Argentina. Da lì l’escalation è inarrestabile: vola per i mondiali di Spagna 1982 dove dona luce ad una non eccezionale Argentina con due gol, anche se nei momenti chiave delle partite con Brasile e Italia, non riesce a brillare come dovrebbe, facendosi pure espellere. Successivamente l’ingaggio-record con il quale il Barcellona lo convince a lasciare il Boca Juniors è di sette miliardi di lire dell’epoca. L’avventura più importante della sua vita è a Napoli, dove approda dopo numerose trattative e una città che già lo adora e che lo elegge suo idolo e santo intoccabile, quasi quanto San Gennaro. Tanto che lo stesso Pibe de oro ha più volte affermato che quella è diventata la sua seconda patria dopo l’Argentina.

Un campione in campo e una persona difficile nella vita, segnata dall’alcool e dalla droga. Il neurologo di Diego Armando Maradona, Leopoldo Luque, dopo l’intervento al quale si era sottoposto, aveva dichiarato: “Diego è un paziente molto difficile ma in questa situazione bisogna essere più forti di lui e sapergli dire no. E’  stato sottoposto a sedazione – aggiunge il neurologo – a causa di quel quadro di astinenza, legato all’uso di ansiolitici e alcol, che sarebbe all’origine degli “episodi di confusione”.