Aggiornamenti importanti sulla scomparsa di Pasquale Apicella, il poliziotto 37enne morto questa notte nei pressi di Capodichino, a Napoli, nel tentativo di sventare una rapina in banca. Sono stati consegnati alla giustizia anche gli altri due membri della banda che – a bordo di un’audi a3 – ha speronato la vettura della Polizia provocando la morte dell’agente. Scovati in un’abitazione della periferia nord, i malviventi sono stati arrestati assieme ad un terzo soggetto – il quale gli ha offerto asilo nella propria casa. Tuttavia, quest’ultimo sembra estraneo ai fatti accaduti in nottata.

Dalla ricostruzione delle forze dell’ordine, emerge che Apicella si trovava alla guida della volante “Secondigliano 11” al momento dell’impatto con la vettura dei ladri – contromano in Calata Capodichino. Ferito anche l’altro agente Salvatore Colucci, che tuttavia non ha riportato grossi traumi, tanto da essere subito dimesso dall’ospedale Cardarelli. Va ricordato inoltre, che subito dopo l’incidente sono stati catturati i primi due malviventi – condotti al pronto soccorso perché anch’essi bisognosi di cure.

Oltre al cordoglio di colleghi, politici e società civile verso moglie e figli dell’agente, fanno rumore le proteste di alcuni sindacati di polizia, i quali reputano che il problema abbia radici più profonde. “Sacrifichiamo tutto, e poi dobbiamo assistere inermi a scelte, a mio parere, scriteriate che vedono delinquenti anche di grosso calibro , scarcerati e rimessi in libertà” dice Giuseppe Rimondi, segretario regionale del Coisp. Punta il dito contro il sistema giudiziario, anche il sindacato polizia nuova – “Sono anni che stiamo protestando per la certezza della pena e del triplicare il minimo edittale delle pene”.