Da giovedì 18 luglio, presso la stazione di Montesanto, una teca con la fisarmonica di Petru Birladeanu, ricorderà ai passegeri la figura del musicista rumeno che morì per mano di giovani camorristi il 26 maggio di dieci anni fa. Il decennale della sua morte coincide con il centotrentesimo anniversario della Cumana, tra le più antiche ferrovie storiche d’Italia. Umberto de Gregorio, presidente dell’Eav, ha presentato l’iniziativa dicendo che “la teca sarà lì a ricordare a tutti che il cuore di Napoli non si arrende al potere criminale“.

Per don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e dei beni confiscati, “l’installazione di una teca alla stazione di Montesanto contenente la fisarmonica di Petru Birladeanu è un significativo atto di giustizia e di memoria“.

Petru aveva trentatrè anni ed era un ex calciatore che aveva lasciato la Romania. Quella sera di maggio stava suonando la sua fisarmonica, mentre la compagna Mirela raccoglieva l’obolo dei passanti. Usava farlo abitualmente, divenendo un volto noto a chi era solito prendere i mezzi da Montesanto. Un commando di otto giovani, venuti contromano da via Pignasecca e fermatisi sul largo antistante l’ingresso in stazione, spararono dei colpi d’arma da fuoco per aria, alcuni ad altezza d’uomo. Petru, che cercò riparo come gli altri presenti, fu colpito da un proiettile, che gli perforò polmone e cuore e lo gambizzò. Accasciatosi al suolo, morì in mezz’ora tra le braccia di Mirela, mentre poco distante da lui un ragazzino di quattordici anni si accasciò, ferito a una spalla, e, soccorso, si salvò. Il processo, conclusosi nel 2012, ha riconosciuto che si trattò di una stesa e che Petru è una vittima della mafia. I sicari sono stati condannati a trent’anni di carcere.

Ogni anno Libera Vomero-Arenella ricorda Petru, a cui nel maggio 2016 è stata intitolata la stazione di Montesanto. Quest’anno lo fa, con il sostegno di Eav e di Fai, l’associazione antiracket e usura, oltre che con l’aiuto della Fondazione Polis, proponendo una cerimonia in cui si scopre la teca con la fisarmonica, che Petru usava per lavorare. “Questa fisarmonica idealmente continua a suonare le sue note, che sono più forti degli spari dei clan“. Questo è il significato della teca nelle parole di don Tonino Palmese.

Oltre a scoprire la teca, il cantautore Roberto Ormanni, accompagnato dal musicista Enrico Valanzuolo, omaggerà Petru con una canzone a lui dedicata. Alcuni lavoratori dell’Eav declameranno una poesia in musica.

Questo perchè, spiega Fabio Giuliani, referente di Libera Campania, “Napoli è la città della cultura e dell’accoglienza. Per noi la memoria non è semplice testimonianza, ma è progetto di cambiamento“.