Montagskino”, rassegna di film in lingua tedesca sottotitolati in italiano del Goethe – Institut al Modernissimo.

Dal 10 febbraio al 30 marzo 2020 torna Montagskino. Ogni lunedì un appuntamento con il cinema tedesco di oggi e di ieri. Una rassegna che mette insieme i più importanti e più bei film tedeschi degli ultimi anni, ma non solo, al Multicinema Modernissimo di Napoli. Il Goethe-Institut Neapel d’intesa con il Cinema Modernissimo dedica la sua prima rassegna dell’anno al cinema femminile. Per creare occasione di dibattito e mostrare come queste registe abbiano dato un importante e decisivo contributo alla cultura cinematografica.

In Occidente, il “Nuovo cinema tedesco” ha cominciato ad avere l’attenzione dei festival internazionali, a Berlino “Divieto di caccia alle volpi” di Peter Schamoni riceve l’Orso d’argento, a Cannes Volker Schlöndorff viene premiato per “Il giovane Törless” e a Venezia Alexander Kluge riceve il Leone d’argento per “La ragazza senza storia”. Nella DDR, la politica della DEFA, lo studio cinematografico statale, si è rilassata abbastanza a lungo da permettere la realizzazione di diversi film audacemente franchi – tra cui “Nati nel ’45” di Jürgen Böttcher, “Karla” di Herrmann Zschoche e “Traccia di pietre” di Frank Beyer – sebbene la maggior parte di essi sia stata rapidamente vietata, e non sia riemersa fino ai grandi cambiamenti politici dell’89/90. Sebbene ci fosse un muro tra loro, i cinema della Germania dell’Est e dell’Ovest si avvicinarono a temi molto simili: la posizione delle donne nella società, lo stato del rapporto tra uomo e donna, e il destino degli emarginati, in quanto una generazione nata dopo la guerra è cresciuta rifiutando i valori conformisti dei loro genitori.

Lunedì 24 febbraio, ore 18 presso il Cinema Modernissimo, “Karla” del regista Herrmann Zschoche.

Dopo due film esemplari del Nuovo cinema tedesco, “Abschied von gestern” di Alexander Kluge e “Lola” di Rainer Werner Fassbinder il Montagskino prosegue con due film provenienti dalla DDR: “Karla” (1966 / bloccato dalla censura e uscito nel 1990), in programma lunedì 24 febbraio, ore 18 presso il Cinema Modernissimo, il regista Herrmann Zschoche racconta la storia di una giovane insegnante che non vuole limitarsi a insegnare contenuti, ma stimolare i ragazzi a pensare in maniera autonoma. I suoi ideali, tuttavia, non sono ben visti, proprio come la sua relazione con l’emarginato Kaspar. Il 2 marzo sarà il turno di “Coming out” (1989) di Heiner Carow, regista del film cult “La leggenda di Paul e Paula”. „Coming out”, presentato per la prima volta proprio la sera della caduta del Muro di Berlino il 9 novembre 1989, è stato il primo e unico lungometraggio prodotto nella DDR ad affrontare apertamente il tema dell’omosessualità. Philipp, giovane insegnante, inizia una storia d’amore con la collega Tanja. Per anni ha nascosto la sua vera inclinazione sessuale, finché incontra Philipp e si innamora di lui. Il film è stato premiato con l’Orso d’argento al Festival di Berlino.