Anni novanta, pochi soldi come oggi. Le strade pullulavano di bancarelle e di musicassette evidentemente false. Ogni tanto un sequestro ma l’acquirente per legge non era punibile come adesso, e tutti i ragazzi e le ragazze, in mancanza di un E-mule o di un Napster di là da venire, si rivolgevano al bancarellaro di fiducia addirittura prenotando le compilations più in voga del momento. Tutte, però, rigorosamente “Mixed by Erry“, il falso di qualità, il falso “originale“.
Erry era un rivoluzionario, Erry era l’emblema della lotta contro i grandi distributori di musica. Magari fosse nato negli USA, oggi sarebbe milionario, assunto da qualche major della discografia internazionale. Le “Mixed By Erry“, le migliori.
Cresciuto a Forcella come dj, Enrico F. (la sua vera identità) crea il logo “Mixed by Erry“, e comincia a vendere musicassette e cd falsi. E’ specializzato in compilation realizzate in laboratori clandestini, nate e distribuite nei vicoli di Napoli, che cominciano ad avere sempre più successo tanto da essere copiate a loro volta. Erry si vede costretto, quindi, ad avvertire di “diffidare delle imitazioni“, proprio lui che trafficava con le copie dei cd prima ancora che uscissero nella versione originale.
Erry, alla fine delle canzoni per cui avevi comprato la cassetta, ti faceva sentire la sua voce che diceva: Questa cassetta è mixed by Erry“. Come a dire, in sostanza, che le altre potevano essere un falso del falso…
Erry diventò, in un certo senso, uno dei più grandi distributori dell’industria musicale, tanto che alcuni artisti napoletani tra cui Gigi D’Alessio, Mario Merola ecc. avrebbero dovuto dirgli grazie, poiché con quei falsi raggiunsero il successo a Napoli come a Palermo, come a Roma.
Le sue cassette piratate venivano diffuse anche dalle reti televisive private, che trasmettevano in notturna no-stop le canzoni dei beniamini dei vicoli, ed ovviamente dalle miriadi di radio locali, di quartiere, di vicolo.
Erry, che aveva imparato “l’arte” dal padre che si arrangiava a duplicare con un piccolo registratore in un appartamento di Forcella, si attrezzò a dovere: stabilì contatti con i maggiori centri di falsificazione di dischi, Hong Kong, Singapore, la Bulgaria.
Un po’ di tempo dopo, raggranellato qualche soldino (si fa per dire…) Erry apre bottega senza più nulla di abusivo. E dichiara in televisione: “Con il falso ho chiuso“, ma, nella primavera del 1997 Enrico F. veniva arrestato per contraffazione: nel suo laboratorio vengono sequestrate 11mila musicassette e 3mila cd contraffatti.
Erry per quelli della mia generazione era sinonimo di garanzia, gli incisi sempre puliti considerate le tecniche di duplicazione di allora.
Quando Erry chiuse la bottega del falso, molti si trovarono spaesati nella scelta al momento di comprare una musicassetta rigorosamente falsa”.
Di falsi “originali” solo Erry era capace, tutti avevamo fiducia nel prodotto che stavamo acquistando.
“Questa cassetta è mixed by Erry”, e tanto bastava.
Che tempi quei tempi…