Ancora una volta, la Regione Campania ha avuto la meglio in materia di restrizioni anti Covid: il Tar ha sospeso le ordinanze varate dai sindaci di Capri e Ancapri, Marino Lembo e Alessandro Scoppa, che nei provvedimenti permettevano ai servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) l’apertura dalle 5 fino alle 18, e il consumo al tavolo per un massimo di 4 persone, salvo che fossero tutti conviventi.

I due decreti del tribunale regionale, che di fatto avallano da un punto di vista giuridico l’ordinanza n.98 di Palazzo Santa Lucia (quella del passaggio da zona gialla a zona arancione), fanno il paia con le ultime dichiarazioni di Vincenzo De Luca, che poche ora fa sul tema virus chiedeva “rigore e concentrazione per le prossime settimane“.

Stando a quanto dichiarato dai due primi cittadini, lo scopo dell’iniziativa era quello di dare spinta al commercio locale nei giorni a ridosso del Natale tenendo presente che “non si prevedono afflussi di persone sul territorio, e che i numeri del contagio sul territorio sono da tempo molto contenuti. Ad oggi non si registrano focolai di diffusione, ma solo sporadici casi di positività“. Di fatto, i dati riportati dalle rispettive pagine ufficiali parlano chiaro: ieri il comune di Capri registrava solo 5 positivi (più due in attesa di refertazione); mentre il vicino Anacapri conta oggi 6 soggetti infetti (più uno in attesa di refertazione).

Per dovere di cronaca, va ricordato che le misure pro ristorazione adottate temporaneamente sulla isole avevano ricevuto forti applausi dalle categorie commerciali, toccate per prime dall’ordinanza arancione della Regione. Solo due giorni fa, in pieno centro a Napoli, i ristoratori contestavano il fatto che il provvedimento fosse arrivato senza preavviso, quando era già tutto pronto per la riapertura fino al 23 dicembre. Così pure il giorno prima, con una cinquantina di ristoratori che avevano bloccato il traffico sul lungomare appena appresa la notizia delle nuove restrizioni. A nulla è servito l’incontro tra le parti: ribadito il “no” di Palazzo Santa Lucia alla revoca dell’ordinanza.