La libreria di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, e la sua proprietaria Maria Carmela Polisi sono simbolo di concreto impegno culturale e civile.

Tanti colori, un pianoforte e una miriade di libri per bambini da 99 anni in giù: vi presento “Mio nonno è Michelangelo”!

È una libreria indipendente specializzata in letteratura per l’infanzia, perfetta anche per gli adulti. Si trova a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, da ottobre 2016; la proprietaria, un’archeologa-libraia, è Maria Carmela Polisi.

La scelta di Pomigliano d’Arco non è casuale: il papà di Maria Carmela entrò come operaio nell’Alfasud di Pomigliano nel ‘73, praticamente agli albori dello stabilimento. La garanzia dello stipendio fisso gli ha permesso il matrimonio e due figli, che hanno potuto studiare fino alla laurea. Aprire la libreria qui, mi dice subito Maria Carmela, «è stato un modo per ringraziare la città per quanto è stato dato a noi e a tutti coloro che, in questa zona, dal lavoro nello stabilimento hanno ricevuto dignità di vita.»

Attualmente Pomigliano d’Arco, al di là dei diffusi stereotipi, è «una città viva, in fermento, è una pentola a pressione con la necessità di far venir fuori cose belle sopite.» In linea con i bisogni delle famiglie del territorio, la libreria ha l’intento di porsi continuamente in gioco. E Maria Carmela lo fa con energia, ogni giorno: quando arriva la mattina, apre la porta e sorride, felice della sua scelta!

«Ma è una precedente scelta felice, quella che porta alla libreria, giusto?»

«Sì, quando scelsi, felicemente, di essere madre, mi resi conto che i pesanti ritmi di lavoro da archeologa si sarebbero mal conciliati col desiderio di prender parte alla vita reale dei miei figli. Decisi, quindi, di essere mamma ma senza perdere l’interesse più grande della mia vita: la lettura. Allora ho studiato per circa tre anni la letteratura per l’infanzia: un mondo straordinario fin a quel momento a me nascosto.»

Maria Carmela ha imparato a leggere grazie a zio Giacomo, fratello della mamma e non vedente; è lui che l’ha accostata a grandi autori come Calvino, Pavese, e a trasmissioni radiofoniche improntate alla cultura letteraria. Da allora i libri sono stati sempre presenti nella sua vita e l’hanno portata a voler diffondere il Bene della lettura, delle parole, delle immagini.

«Sì, perché per me il libro è il Bene, permette al lettore una ricerca continua dentro sé e dentro gli altri, permette il confronto senza limiti e senza chiusure.»

Da “Mio nonno è Michelangelo” si può trovare una vastissima scelta di titoli. «I clienti non troveranno mai i cliché e i volumi ultra pubblicizzati; troveranno, invece, che dietro ciò che propongo, esiste uno studio accurato.»

Ma i libri, a farli stare solo in libreria non va bene, secondo Maria Carmela. E così, fino a prima della pandemia, con un furgoncino pieno di volumi  ̶  che le vale il soprannome, dato dai due figli, di mamma furgoncino  ̶  va per strade, scuole e parchi, per leggere lei stessa le storie ai più piccoli.

Ma prima ancora, c’è il “nascente movimento dei lettori innamorati”. Genitori provenienti da varie zone della Campania si fanno lettori ambulanti, andando in giro con una valigia di libri che Maria Carmela mette a disposizione e facendo letture ai bambini nei parchi.

Dalla nascita della libreria, l’iniziativa più apprezzata e mai cessata è quella dei gruppi di lettura, rivolta a grandi e piccini, a partire dalle mamme che hanno un bimbo ancora nella pancia.

Negli attuali tempi di pandemia, i gruppi di lettura proseguono gli incontri, anche a libreria chiusa. Il rispetto delle debite cautele, però, impone un numero inferiore di presenze e Maria Carmela deve dire di no a troppi bambini. Ma da donna che, lo si capisce subito, non si demotiva e non si ferma, le nasce un’idea alternativa: spostare i gruppi di lettura in un museo, esattamente al MANN di Napoli.

Sappiamo che grazie all’illuminato direttore Paolo Giulierini, il MANN rappresenta uno spazio aperto alla città e alle famiglie; cosa di meglio che andar a leggere lì, a contatto con la Bellezza dell’Arte? L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo da tutti ma, purtroppo, con le rinnovate restrizioni in Campania, ha dovuto mettere i puntini sospensivi.

E allora Maria Carmela cos’altro ha pensato di fare? Sposta un pezzetto del MANN nella sua libreria! Tre pannelli illustrativi prestati dal museo, una panchina su cui le famiglie si accomodano e dove possono anche disegnare e giocare con l’Arte, i racconti di Maria Carmela sulle opere, ed ecco che da “Mio nonno è Michelangelo” si respira l’atmosfera del museo.

«Quando hai aperto la libreria cosa vedevi nel suo futuro?»

«Ero carica, e lo sono ancora, ma non sapevo cosa sarebbe accaduto, come non so ora cosa succederà. Finché ci sono, e c’è la libreria, io resisto. Gli inizi non sono stati facili, ho dovuto combattere su più fronti, anche a causa di una certa mediocrità dell’area che ho scelto, che avrebbe potuto seriamente compromettere tutto. Ma le difficoltà dei primi momenti non mi hanno fermata e adesso è diverso: c’è un’intera comunità, che si è creata intorno a “Mio nonno è Michelangelo”.»

Una comunità composta anche da persone che le dimostrano inaspettata solidarietà. In pieno lockdown, tanto per raccontarne una, Maria Carmela riceve da un signore di Torino, che la segue sulla pagina Facebook, una donazione di 300 euro. Incredula e quasi a disagio per tale generosità a sostegno della libreria, utilizza il danaro per far arrivare libri ai bambini della zona, insieme ai pacchi alimentari predisposti da un’associazione locale; e su ciascun libro, il nome del bambino…

La libreria e la libraia piacciono molto. Sicuramente perché Maria Carmela è, come riconosce a se stessa di essere, «una persona seria, certo con tanti limiti ma con una voglia costante di apprendere. E soprattutto non mi piace il lamento: gli ostacoli li devo superare. Le persone che vivono la libreria percepiscono questo spirito e in più si sentono sostenute senza giudizio».

E, aggiungo io, si sentono accolte dalla sua gentilezza, anche se, attenzione, come dice lei stessa, «la gentilezza, oramai troppo sdoganata, rischia di essere un concetto svuotato. La si sta vivendo come accessorio, laddove dovrebbe essere la normalità. La gentilezza viene prodotta dal rispetto, e sul rispetto dobbiamo lavorare ancora molto».

«So che le classifiche mettono spesso in imbarazzo, ma vorrei i tuoi tre titoli: tre libri che ti hanno particolarmente colpita da quando sei lettrice.»

«Vero, non è facile. Ma ti rispondo innanzitutto con Le lettere alla mamma di Don Milani: un libro straordinario che lessi in un periodo della mia giovinezza in cui mi ponevo molte domande, sulla religione, sugli ultimi. Poi Marcovaldo, di Calvino, con tutta la melanconicità e il romanticismo di questo personaggio calviniano. E infine Extraterrestre alla pari, di Bianca Pitzorno, un libro che mette in seria difficoltà gli adulti sul concetto di genere

«E invece il primo che hai letto quando hai deciso di aprire la libreria?»

«Piccolo blu e piccolo giallo, di Leo Lionni. È un albo illustrato che ha più di 60 anni e che mi colpì per la semplicità della storia raccontata che, invece, è stata additata come fastidiosa per i bambini…»

Chiudendo questa chiacchierata che vorrei durasse ancora, mi sembra che la filosofia di “Mio nonno è Michelangelo” dica che è possibile fare certe cose per rendere il mondo migliore, per ottenere quello che Maria Carmela chiama l’alfabetizzazione della cultura.

«La cultura deve diventare di uso comune e la Bellezza uno standard di vita. Bisogna sentirne la necessità e averne la volontà!»

Poiché ve lo starete chiedendo dall’inizio, Michelangelo è il nome del papà di Maria Carmela, che è finito prima dell’arrivo dei nipotini: ora Michelangelo ha moltissimi nipoti ed è il nonno di tanti.

Luciana Pennino

L’immagine di copertina è stata fornita da Maria Carmela Polisi a Napoliflash24 per questa intervista.