La stazione Duomo credo sia in assoluto una delle stazioni più belle al mondo e tra pochi mesi aprirà finalmente al pubblico“. Una delle rarissime occasioni in cui nel post del politico di turno – in questo caso il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris – ritorna la parola apertura, soppiantata da un anno a questa parte dalla chiusura, imposizione fisica e lessicale del Covid. L’occasione, come annuncia proprio l’ex pm, è quella dell’attesissima stazione metropolitana della Linea 1, progettata dall’architetto Fuksas, che vedrà la luce dopo i lunghi tempi di gestazione – ulteriormente incrementati dalla pandemia e dai cospicui ritrovamenti archeologici. Il sopralluogo, nel rispetto di tutte le norme anti-virus, è stato eseguito dal primo cittadino, il Vicesindaco Carmine Piscopo. Giugno potrebbe essere il mese giusto per l’inaugurazione e la pedonalizzazione della piazza circostante.

Come in occasione della stazione Municipio, anche in questo caso la stratificazione della città ha costretto il Comune e i team impiegati nella costruzione, a fare i conti con ritrovamenti inaspettati, come il Tempio religioso risalente al I secolo d.C., edificato dall’imperatore Augusto e dedicato al culto dei giochi isolimpici che si svolgevano proprio a Napoli, ritenuta all’epoca la città greca più a Occidente. Grandi scoperte, ma che hanno portato con sé l’inevitabile rimodulazione del progetto e la necessità di ulteriori finanziamenti. “Il tempio sarà visibile dall’esterno attraverso una copertura vetrata e un percorso indipendente dall’ingresso alla metropolitana – spiega De Magistris – le banchine, invece, si trovano a 40 metri di profondità e si raggiungono attraverso un percorso fatto di pannelli che cambiano colore richiamando i colori della giornata dall’alba alla notte. All’interno della stazione sarà possibile osservare le varie stratificazioni della storia della città fino all’età del ferro“.

E da qui ai prossimi mesi, anche l’efficienza del servizio su ferro dovrebbe migliorare. Per aprile infatti, è prevista la messa in esercizio di 3 dei 19 convogli acquistati l’anno scorso dalla Caf (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles) di Bilbao per 190 milioni di euro. I collaudi vanno avanti da tempo senza nessun intoppo, “ormai siamo al 90 per cento” affermava qualche settimana fa Nicola Pascale, amministratore unico dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico partenopeo. Maggiore frequenza e più comfort: sembrano essere questi i punti di forza che andranno a potenziare il sistema metropolitano cittadino, per la gioia dei pendolari che ogni giorno soffrono i disservizi del traporto pubblico.