Arrivo sul mare cercando  la statua lì dove l’avevo lasciata , allungo lo sguardo fino a Posillipo, (come se avesse potuto fare un giretto per sgranchirsi le lunghe gambe) ma niente da fare, stamattina  alla Rotonda Diaz Monica non c’è più. Dodici metri di femmina, volatilizzati, scomparsi, inghiottiti!

È già andata via”? Mi chiede un signore con aria preoccupata, “evidentemente” gli rispondo  un po’ seccata per essermi recata sul posto e non averla trovata.

“Signora”, incalza con voce sommessa l’uomo: “ma come è morta”? Lo guardo perplessa e un po’ minacciosa, “ma chi, è morto?”  rispondo , “ la guagliona, quella della statua, le statue le fanno ai morti, o no”? Proclama fiero della sua intuizione. Mi sciolgo totalmente e inizio a ridere di gusto, guardo  quell’uomo ormai confuso e mi rendo conto che forse tre giorni sono veramente pochi per capire. È novembre, già aria di Natale e all’improvviso arriva lei, la sconosciuta, mentre  il popolo Napoletano sta all’erta, in attesa di un corno gigante o un presepio volante, si ritrova a grande sorpresa la  gigantessa in pietra.

Passano tre giorni con il naso all’insù e fra  le prime domande e le più svariate ipotesi, con la stessa rapidità con cui è arrivata, la donna gigante scompare.

Ma chi era Monica? È la domanda che continua a  risuonare alla Rotonda Diaz e per molti a non avere risposta.

Semplicissima operazione commerciale, costruita a tavolino e legata alla campagna

I AM WHAT I DO (SONO QUELLO CHE FACCIO) dell’azienda asiatica Huawei.

L’azienda, in occasione dell’arrivo in Italia del Mate 10 Pro, primo smartphone con intelligenza artificiale integrata, ha voluto celebrare tre giovani imprenditori italiani che si sono distinti per traguardi professionali, contribuendo a migliorare la vita delle persone. La nostra eroina è Monica Colicchio, una che c’è l’ha fatta e la Huawei gliene ha dato merito coronandola Regina di Successo.

Monica è viva caro signore, la nostra Monica Colicchio  ha 30 anni, nasce a Matera ed è la fondatrice di Tailoritaly, la prima piattaforma online per personalizzare e acquistare capi di abbigliamento Made in Italy e riceverli direttamente a casa (un grandissimo successo).

A farle compagnia  altri due giovani Statuati: Diva Tommei a Bari e Max Ciociola a Milano.

Lo slogan ci piace assai signori Huawei : SONO QUELLO CHE FACCIO, l’augurio è che possa essere monito e  incoraggiamento per i nostri giovani e naturalmente successo per le vostre vendite.

Ciao Monica, grazie per essere venuta ma, la nostra Rotonda è bellissima da se.

 

Di Lucia Montanaro