La Merck, multinazionale scientifica e tecnologica nei settori della sanità, attraverso il MIP (Medical Innovation Progtamme) e il Fertility Training Center per la formazione di ginecologi ed embriologi provenienti da tutto il mondo, ha scelto di collaborare con la Federico II ed i suoi ricercatori al termine di una competizione globale, aperta a tutte le università del mondo, investendo oltre 3 milioni di euro per promuovere l’innovazione nel campo della fertilità.

Superare i limiti della fertilità nella pratica clinica e rendere le procedure diagnostiche e terapeutiche più solide, rapide e precise sono proprio i punti chiave del programma.  Il progetto, realizzato grazie alla cooperazione  con Regione Campania e Federico II, prevede la creazione di una “rete collaborativa” basata su un approccio di Open Innovation con l’obiettivo di tradurre la scienza biomedica in applicazioni cliniche concrete. “Da oltre tre secoli e mezzo Merck promuove l’innovazione nel campo della salute, attraverso azioni concrete e iniziative che vanno oltre il farmaco per fare una reale differenza nella vita delle persone” ha spiegato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia, che come rappresentante dell’azienda si è detto particolarmente orgoglioso di poter contribuire con queste iniziative alla valorizzazione del Sud e dei suoi talenti.

“Il MIP – spiega Salvatore Longobardi, Senior Global Medical Director Fertility Merck – sostiene  la ricerca nel campo della riproduzione umana nelle sue fasi iniziali, offrendo tecnologie all’avanguardia e supporto costante durante l’intera fase di sviluppo”. La rete coinvolgerà medici, ricercatori, embriologi e ingegneri per sviluppare e tradurre in maniera innovativa la ricerca e le tecnologie nella pratica clinica. Ed è proprio all’interno del MIP, che Merck aprirà e sosterrà il Fertility Training Center, un centro internazionale di training dedicato a formare ginecologi ed embriologi provenienti da tutto il mondo per la salute riproduttiva della donna.

L’Azienda Ospedaliera Universitaria partenopea, che nell’ultimo biennio ha effettuato più di 2000 counselling, oltre 1000 crioconservazioni, preservando in 1200 casi la fertilità con trattamenti farmacologici, insieme all’Università degli Studi di Napoli Federico II, metterà a disposizione per il progetto, l’accesso ai servizi di: biosensing; bioimaging; impianto e inseminazione su chip; bioreattoristica; consegna di agenti bioattivi mediante nanocarrier degradabili e nanoemulsione.