Manca poco ormai alle elezioni presidenziali americane e i mercati già innervositi dai nuovi lockdown in giro per l’Europa cominciano a mostrare nuovi orientamenti in vista dell’elezione della carica politica più importante a livello globale.

Dato il suo vantaggio nei sondaggi, Biden, candidato democratico, è il favorito assoluto per la vittoria delle elezioni.

La piattaforma politica di Biden prevede:

  • Impegno per una gestione più seria del Covid;
  • Stimolo fiscale d’emergenza a sostegno dei settori del commercio e della società colpiti dalla recessione;
  • Ridistribuzione attraverso l’aumento delle imposte sulle imprese e sulle persone con reddito più alto per contribuire al finanziamento di un migliore accesso all’assistenza sanitaria;
  • Gestione di alcune delle sfide in termini di infrastrutture e cambiamento climatico che il paese si trova ad affrontare.

Tuttavia, l’entità del vantaggio di un candidato nei sondaggi nazionali è molto meno importante di quello che ha negli Stati decisivi per il Collegio elettorale. (Florida, Arizona, Pennsylvania, Wisconsin e Michigan) Attualmente, Biden è in testa in questi Stati.

Ma la capacità di Biden di trasformare queste idee in realtà dipenderà dal controllo del Congresso da parte dei democratici, che devono conquistare il Senato, avendo in mano solo la Camera.

A Trump, repubblicano, rimane poco tempo per una grande rimonta. Il suo atteggiamento nei confronti della pandemia gli è costato caro. Mostrarsi in pubblico quando era ancora potenzialmente contagioso ha fatto capire agli elettori che la linea politica non sarebbe cambiata nemmeno dopo essere stato infettato.

Una sua probabile rielezione potrebbe avvenire solo per una sovrastima dei sondaggi a favore di Biden o un elevato numero di voti inammissibili per il presidente democratico.

Le nuove politiche che Trump perseguirà in un secondo mandato sono in gran parte sconosciute.

Ma senza il controllo della Camera (che molto probabilmente rimarrà ai democratici) l’approvazione di un altro ingente taglio delle tasse appare lontano, il pieno potere Repubblicano al Congresso è durato solo i primi due anni di mandato. Il secondo mandato di Trump sarà probabilmente incentrato su politica estera, commercio e deregulation per settori specifici.

I mercati azionari temono, innanzitutto, una vittoria poco netta che porterebbe ad un periodo di incertezza fino al riconteggio e le cause in tribunale. Inoltre gli investitori stanno portando a casa i risultati dell’anno prima di effettuare una eventuale rotazione settoriale a seconda di chi vincerà le elezioni.

Se Biden dovesse vincere si abbandoneranno il petrolio e i tecnologici per puntare su costruzioni e infrastrutture.

Anche il petrolio sta risentendo di questa incertezza, oltre al sentiment negativo generato dai nuovi lockdown europei e l’aumento di produzione Iraniana e Libica, nonché un aumento delle scorte USA dovute ad ordini inevasi a causa degli uragani Delta e Zeta.

Le obbligazioni statunitensi già in calo potrebbero continuare a scendere risentendo dell’inflazione prevista al rialzo per la nuova politica fiscale e di spesa.

Il FOMC presuppone che la risposta monetaria a un importante stimolo fiscale sarà molto più lenta di quanto non lo fosse a seguito dei tagli fiscali voluti da Trump. Per questo una crescita più sostenuta e una minore disoccupazione, non basteranno per un aumento dei tassi che probabilmente si verificherà solo con l’insorgenza di pressioni inflazionistiche.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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