In diretta streaming dalla sede di Dema, questa mattina si è tenuto il primo dei due incontri “Meet me – focus on” del candidato Sindaco di Napoli Alessandra Clemente: un approfondimento sul futuro della città e sull’impatto che l’ente Città Metropolitana ha iniziato ad avere sulla vita dei cittadini a partire dalla sterzata decisiva impressa nel 2017 da Luigi De Magistris con il Piano Strategico – 6 linee d’intervento varate grazie all’ottenimento dei 400 milioni di euro inutilizzati dall’ex Provincia. A sostenere e argomentare nello specifico la tesi dell’Assessore Clemente – “il prossimo, quale esso sia, dovrà essere innanzitutto un sindaco metropolitano. Recovery Plan e Piano Strategico sono le strade maestre per una nuova Napoli” ha detto – il Capo segreteria del Sindaco metropolitano Enrico Panini, il Vice Sindaco della Città Metropolitana Domenico Marrazzo, il consigliere metropolitano con delega all’ossigeno bene comune e polizia metropolitana Salvatore Pace e il consigliere metropolitano Elpidio Capasso. La moderazione è stata affidata al giornalista Marco Esposito.

Enti locali e territori devono essere al centro della rinascita. Ma Draghi nel suo ultimo discorso non ha fatto cenno a questi baluardi per la gestione del RF”. Chiaro e netto il fil rouge utilizzato dalla Clemente, con il quale da un lato rintuzza il governo appena nato, e dall’altro tiene assieme le disamine di tutti gli attori partecipanti. Dal risparmio del 30% ottenuto nella gestione metropolitana dei 289 istituti scolastici con la gestione e il metodo De Magistris, di cui parla Marrazzo; all’importanza della Città Metropolitana come stazione appaltante per i piccoli comuni in debito di forze ed energie, come spiega Panini. E se il tema è il futuro, ambiente, tpl e cultura sono questioni dirimenti: “è necessario pianificare per l’immediato un sistema integrato di trasporti per l’intera area metropolitana, pensando alle esigenze di pendolari, studenti, lavoratori e turisti. È fondamentale che le tematiche ambientali e di sostenibilità siano pianificate senza vincoli di bilancio, così da poter avere quell’orizzonte lungo che corrisponda a ciò che intendiamo consegnare ai nostri nipoti” chiosa ancora il candidato Sindaco.

Se è vero poi che per costruire un progetto di città risulta necessario, conclude Clemente, “sconfiggere quella mafiosità che è anche dentro un modo di essere e soprattutto fare affari ogni volta che ci sono grandi piani di investimento e disponibilità di risorse”; altrettanto indifferibile è un progetto di carattere politico – segnatamente a nuove alleanze. La rivoluzione arancione cui De Magistris ha tentato di dar vita 10 anni costruendo un nuovo soggetto a sinistra, si è arenata. Tanti rimpasti; una maggioranza troppo zoppicante che ha approvato sul filo del rasoio l’ultimo Bilancio in Consiglio; l’arma a doppio taglio delle liste civiche, che non ha portato alla nascita di una classe dirigente forte, capace di fare sintesi.

E forse cosciente di tutto ciò, l’attuale Assessore ai trasporti ha più volte aperto al dialogo con le compagini partenopee di Pd e M5S – che a pochi mesi dalle elezioni non sono ancora riuscite a produrre nomi e progetti, troppo impegnate a fare i conti con le ripercussioni della caduta del Conte-bis, e come nel caso dei pentastellati a risolvere pure le lotte intestine. Ma da abile politico quale è diventato l’ex pm, potrebbe rivelarsi di importanza cruciale in chiave napoletana, un’eventuale vittoria alle prossime elezioni regionali in Calabria: un pieno di benzina in un motore fermo da troppo tempo, che di punto in bianco costringerebbe dem e grillini a fare i conti con un nuovo interlocutore.

Dunque appare evidente che la Napoli dei prossimi 5 anni è chiamata ad affrontare sfide dirimenti, e gli strumenti sono proprio Recovery Fund e Piano Strategico. La futura amministrazione dovrà assolutamente poggiarsi su numeri stabili, e così illuminare la strada per il futuro.