Giovedì 1° agosto, alle 18, il personale della Biblioteca del MANN, insieme agli artisti ed agli editori de “Il Filo di Partenope”, guiderà il pubblico alla scoperta dell’esposizione “Mediterraneo” nel Salone della Meridiana, che rimarrà aperta fino al prossimo 12 settembre.

La mostra vuole essere un’esposizione raffinata per valorizzare un tesoro del MANN poco conosciuto al pubblico: il patrimonio librario.

Il percorso sarà diviso in due parti: la prima sarà un focus su “Magna Grecia: anticipazioni e sviluppo di un’idea”, con preziose pubblicazioni del XVI secolo, periodo in cui nacque il concetto di Magna Grecia. Documenterà così soprattutto la curiosità che animò intellettuali ed artisti alla scoperta del patrimonio culturale dell’Italia Meridionale attraverso il famoso Grand Tour, oltre alla fortuna delle pubblicazioni dei classici in quel periodo.

Le opere presentate, che abbracciano trecento anni (dal Cinquecento all’Ottocento), sono state scelte per rarità, pregevolezza dell’edizione e dell’iconografia: spiccano le acqueforti e le tavole realizzate da grandi disegnatori ed incisori (Filippo Falciatore, Fedele Fischetti, Jean-Honoré Fragonard, Joseph-Frédéric Debacq e Giacinto Gigante). Tra le opere più preziose ed importanti si potrà ammirare la Rariora Magnae Greciae Numismata di Prospero Parisio (1a edizione: 1592), opera in cui figura una delle prime rappresentazioni cartografiche della Magna Grecia.

 Il secondo segmento della mostra sarà intitolato “Un atlante geografico-poetico” e ripercorrerà, grazie ai libri d’artista editi da “Il Filo di Partenope”, alcune interessanti letture del Mare nostrum, che è visto come un melting pot culturale, tra ieri ed oggi.

In esposizione in questa sezione, il volume Cum grano salis con testi di Luigi Trucillo e tavole di Vincenzo Rusciano; il reportage fotografico Molti, realizzato da Antonio Biasiucci nell’isola di Chios, dove sono stati immortalati i visi, le mani ed i piedi dei migranti; i piccoli libri della Collezione di sabbia, in cui le copertine sono impastate con i granelli provenienti dai paesi di cui si narra; infine, uno sguardo sul mare di Napoli, con il racconto su Lido Mappatella di Enza Silvestrini contenente un’opera dell’artista Enrico Pulsoni.