Cinque specialità mediche, cinque primari, cinque equipe a disposizione delle dipendenti per una intera giornata; ecco le visite mediche offerte e i nomi degli specialisti: Ginecologia (Prof. Nicola Colacurci), Senologia (Prof. Eugenio Procaccini), Fisiatria (Prof. Raffaele Gimigliano), Dermatologia (Prof. Giuseppe Argenziano) e Dietetica (Prof. Marcellino Monda).

L’Università e l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” hanno dedicato la ricorrenza dell’otto marzo alla prevenzione delle più comuni patologie femminili; ma per una volta i pazienti, anzi le pazienti, sono state le donne che ogni giorno si preoccupano di curare i cittadini, nello storico nosocomio napoletano, al centro dei decumani.

A differenza di altre iniziative della “Vanvitelli”, questa volta il monito alla prevenzione, e più in generale al prendersi cura di se stessi, è stato rivolto al personale interno che comprende, oltre alle diverse categorie mediche e di supporto assistenziale e didattico, anche numerose studentesse che affollano i diversi corsi della ricca offerta formativa universitaria.

Il resoconto della giornata è stato di alcune centinaia di visite effettuate e di molte centinaia di informazioni dispensate. Soprattutto, le partecipanti, gli organizzatori e gli operatori hanno condiviso il grande piacere di stare insieme tra persone che lavorano e convivono, per tante ore, ogni giorno. Tanti i commenti entusiastici e pieni di gratitudine raccolti.

L’otto marzo della Vanvitelli è stato anche un modo alternativo di sottolineare il ruolo della donna nel mondo del lavoro. Un modo speciale, da parte di un’azienda che è comunità di cura, di ringraziare le numerose operatrici, le quali quotidianamente lasciano a casa familiari e questioni personali per impegnarsi in un lavoro non facile, che le mette costantemente a confronto con la malattia e con la sofferenza.

Davanti a questo compito, il sorriso non può mai essere offuscato e diventa imperativo lasciare a casa i problemi. Paradossalmente, per questo, per le categorie impegnate nell’assistenza, il rischio di trascurare se stessi è più alto.

La propensione che la donna possiede, per il suo ruolo biologico, all’accoglienza e all’accudimento, ha trovato un precoce sbocco e una perfetta collocazione in questo ambito lavorativo, ma ancora qualcosa resta da fare.

Nel settore sanitario, come in quello universitario, le discriminazioni sessuali sono meno pesanti, sebbene persistano. Numeri alla mano, secondo la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) su 82 università solo 6 donne sono Rettrici, la tendenza però sembra condurre ad un futuro riequilibrio tra i sessi. Nei prossimi anni, ci dovrebbe anche essere una femminilizzazione della Sanità, secondo la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri).

Detto ciò, le donne della “Vanvitelli”, come tutte le donne impegnate nella sanità, nella ricerca e nella didattica, sono una risorsa preziosa per la comunità cittadina a cui, in occasione dell’otto marzo, il Rettore Giuseppe Paolisso e il Direttore Generale dell’AOU Maurizio di Mauro hanno dedicato una gradita attenzione che migliora lo spirito di appartenenza aziendale.