Ha destato molto scalpore il presunto caso dei 249 dipendenti sanitari dell’ospedale Cardarelli di Napoli – soprattutto medici e infermieri – che avrebbero chiesto lo stato di malattia in massa. Le accuse di vigliaccheria e assenteismo sia di parti politiche che sociali, hanno richiesto un celere intervento della direzione del nosocomio napoletano per chiarire cosa sia effettivamente successo.

 “A fronte del persistere di servizi giornalistici nei quali si parla di “medici furbetti” l’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli ribadisce con forza l’assoluta mancanza di qualunque fondamento di verità alla base delle notizie che parlano di “falsi certificati di malattia”. Dalle verifiche effettuate, fondate su dati certificati e verificabili, i medici in malattia sono attualmente 33 dei 739 in organico. Di questi 8 sono affetti da patologie gravi e croniche o sono risultati positivi al Covid-19” ha chiarito Giuseppe Luongo, direttore generale del Cardarelli, che poi ha aggiunto “Nessuna anomalia è stata riscontrata anche in merito alle certificazioni di malattia di tutto il personale, non solo medico, con tassi di assenza che sono perfettamente in linea con tutti gli altri mesi dell’anno. Al fine di tutelare l’immagine dell’Azienda ospedaliera, dei dipendenti (medici e non) che con dedizione e coraggio sono a lavoro la direzione strategica ha dato mando ai propri legali di avviare le dovute contestazioni e di agire in tutte le sedi opportune contro chi ha diffuso e diffonderà notizie non verificate. Non permetterò a nessuno di gettare fango sulla nostra Azienda e sulla nostra sanità”. Luongo ha poi avviato anche un’indagine interna.

Intanto, il Codacons – il coordinamento delle associazioni per la difesa di ambiente e utenti – ha presentato un esposto in Procura, non appena si è diffusa la notizia. “I 249 operatori sanitari dell’ospedale Cardarelli di Napoli che si sono messi in malattia dovranno rispondere del reato di omissione di soccorso e, se dalla carenza di personale dovesse dipendere anche un solo decesso nella struttura, del reato di concorso in omicidio colposo” fanno sapere i vertici, che hanno chiesto “alla Procura di accertare la veridicità di quanto apparso su numerose testate e, se sarà confermata l’astensione di massa dal lavoro, individuare i 249 responsabili aprendo nei loro confronti le indagini penali del caso”.