Morti per onorare il giuramento d’Ippocrate, per tenere gli ambulatori aperti e permettere ai pazienti di trovare assistenza anche nel pieno della pandemia. La specialistica ambulatoriale interna di Napoli piange la scomparsa di Luigi Pappalardo (diabetologo Torre del Greco) e Raffaele De Iasio (medico legale responsabile del carcere di Secondigliano). Entrambi poco più che sessantenni, i due medici sono scomparsi all’affetto dei propri cari quasi in contemporanea, uniti dalla passione per la medicina, dalla volontà di prendersi cura del prossimo, sono andati avanti senza remore sino alla fine. «In meno di un mese – ricorda con dolore Gabriele Peperoni, vicepresidente nazionale del SUMAI) – abbiamo perso tre colleghi. La dimostrazione, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo al cospetto di un nemico che non guarda in faccia a nessuno, che sta colpendo tutte le categorie mediche e sanitarie indistintamente e subdolamente. 

Il cordoglio e una denuncia giungono dal Comitato ‘Precari della Sanità Penitenziaria’: Siamo addolorati e vicini alla famiglia di Raffaele De Iasio, dirigente sanitario di Secondigliano, deceduto a seguito del Covid. Da tempo denunciamo i pericoli, i rischi e l’assurda condizione lavorativa di chi opera nei carceri campani“. Gli operatori precari della sanità penitenziaria sostengono che dal 2008 lavorano alle dipendenze dell’Asl Napoli 1 con partita Iva e svolgono compiti delicatissimi e in condizioni problematiche. “Non abbiamo alcun tipo di tutela – sottolineano – è la situazione è divenuta insostenibile con la pandemia al punto che molti operatori in caso di quarantena volontaria restano senza indennità perché nulla gli è riconosciuto”. “Siamo ostaggi in un limbo e condannati alla precarietà a vita nonostante la Legge Madia (ai sensi dell’art. 20 del d.lgs 75/2017 e succ. mod.) abbia concesso alla pubblica amministrazione di procede alla stabilizzazione del personale precario – sottolineano – c’è una graduatoria di idonei e non si comprende perché la Regione Campania non proceda allo svolgimento del concorso interno“. Il Comitato raccoglie le lavoratrici e i lavoratori per lo più infermieri professionisti iper-specializzati che da anni prestano il proprio lavoro nel carcere di Poggioreale, Secondigliano e quello minorile di Nisida. Chiediamo al presidente e commissario alla sanità Vincenzo De Luca e al direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, l’immissione in ruolo con una adeguata valorizzazione delle esperienze, delle competenze e delle professionalità acquisite in questi anni”.