Un tour nelle carceri, l’ultimo singolo “White Black” e il premio “Felicia e Peppino Impastato”, gli ultimi successi sociali e musicali dell’artista napoletano

Maurizio Capone è un’artista noto per aver fondato il gruppo ‘Capone & BungtBangt’, per aver partecipato a diversi film tra i quali “Blues metropolitano” di Salvatore Piscitelli e “Scugnizzi” di Nanni Loy, per le sue numerose collaborazioni musicali che vanno da Phil Manzanera a Alan Sorrenti passando per Eugenio Bennato, 99 Posse, Daniele Sepe e tanti altri. Ma è noto anche per aver fatto dell’impegno sociale il marchio di fabbrica di ogni suo lavoro artistico, e non solo nei momenti storici in cui farlo appariva quasi un obbligo, ma durante l’intero arco della sua carriera artistica. In questi giorni l’artista napoletano è impegnato in un tour nelle carceri campane, che lo vedrà esibirsi presso la casa circondariale femminile di Pozzuoli il prossimo 24 giugno. Ma nel suo impegno sociale Capone non si è mai limitato alle problematiche della sua terra d’origine; le sue denunce toccano temi che ormai sono vere e proprie emergenze mondiali, come l’inquinamento ambientale in tutte le sue sfumature. Tutto ciò Capone lo fa anche in modo molto originale, per esempio utilizzando (primo con la sua band a farlo) solo strumenti ottenuti riciclando oggetti da buttare e creando, in tal modo, nuove sonorità e nuovi strumenti musicali quali la Mazzimba o il Cazzuoton, solo per citarne due. La musica che ne scaturisce non si può inquadrare in un solo genere, perché ne abbraccia tanti e diversi fino a divenire un sorta di ‘poli-genere’, un crogiolo dove confluiscono le tante e diverse esperienze musicali assimilate da Capone nella sua più che trentennale carriera artistica. Tutto ciò gli ha già fruttato numerosi riconoscimenti in ambito sia musicale che sociale; l’ultimo, in tal senso, è il premio “Felicia e Peppino Impastato”, che l’artista ha ricevuto il 9 maggio, e che è stato consegnato anche al sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Un premio all’impegno sociale dunque, che (ovviamente) troviamo anche nel suo ultimo singolo intitolato “White Black”. Il titolo è uno dei nomignoli con cui gli emigranti venivano offensivamente chiamati dagli americani, assimilandoli agli ex schiavi africani d’America, mentre un altro epiteto con cui venivano offesi proprio i nostri nonni italiani, era “Mozzarella Nigger”, anch’esso diventato titolo di un altro singolo di Capone datato 2016, ovvero “Mozzarella Nigga”. Ma Capone nel testo di “White Black” mescola le parole dei due singoli quando canta: “Emigranti italiani siete white black White nigga siete white nigga”, dove l’accento viene posto sulla memoria, ormai dimenticata, dei nostri nonni che partivano per l’America portando con loro la speranza di un futuro migliore. “Lo abbiamo dimenticato – dice l’artista – al punto che ora ci scagliamo contro i nuovi emigranti, quei profughi, e non, che fuggono dalle loro terre disperate in cui regna la fame e la guerra, e dove la speranza è ormai morta; proprio come accadde ai nostri nonni ormai dimenticati.” Se il testo mira a riaccendere la luce su ciò che eravamo ed è stato dimenticato, anche la musica, col suo rap ‘old stile’ (ma sempre prodotto dagli strumenti ‘riciclati’ della band e da oggetti presenti in sala di registrazione), richiama alla memoria i rapper americani di fine anni ’80 inizi ’90 che, con le loro parlate ritmate sulle basi musicali, cantavano delle loro origini africane, ma diedero anche vita ad una forma di protesta sociale. Il ritmo accattivante, il testo diretto e incisivo nelle parole, fanno di “White Black” un singolo che entra facilmente nella memoria delle persone e, si spera, la riaccenda, soprattutto nel suo messaggio sociale al mondo. Nell’intervista che potete vedere nel video in basso, l’artista non solo ci parla del suo punto di vista su temi sociali quali gli emigranti, le carceri e il razzismo, ma ci dice anche il suo pensiero sulla musica che arriva al grande pubblico in radio e tv, ci spiega le differenze, anche tecniche, tra il suono generato dai suoi strumenti così unici e quello degli strumenti musicali tradizionali e, infine, ci regala una “White Black” a ‘cappella’ (per usare parole sue) accompagnandola con uno strumento…trovato sul posto!