In questi giorni Napoli ha fatto richiesta di maggiore sicurezza al governo nazionale, soprattutto a seguito dell’agguato avvenuto in pieno giorno lo scorso 9 aprile nel quartiere San Giovanni a Teduccio, nel quale è stato ucciso il 57enne Luigi Mignano davanti agli occhi del nipotino di tre anni.

La vicenda fa rabbrividere se si pensa che intorno ci potevano essere decine di mamme con i figli.

“Napoli, come ogni grande città, ha dei problemi. Qualunque grande città del mondo, del nostro Paese, ha problemi. Ognuno ha i suoi particolari. Napoli ha anche problemi di sicurezza. Nei giorni scorsi abbiamo visto un episodio drammatico, un omicidio. Non si possono fare graduatorie di gravità degli omicidi, ma quando avviene in presenza di un bambino l’atrocità è ancora maggiore”, queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tornato a Napoli in un momento difficile per la città, scossa da un ennesimo omicidio di camorra.

Uno dei primi a far sentire la propria voce è stato il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, da sempre in prima linea nella lotta alla criminalità.

“Rivolgo un appello al ministro degli Interni, per una maggiore presenza di forze di polizia a Napoli” ha detto a margine della celebrazione della festa della Polizia, svoltasi al Maschio Angioino e dove sono stati resi noti alcuni dati sul numero di omicidi, rapine violenze sessuali e furti.

A mettere l’attenzione sui numeri ci ha pensato anche il questore Antonio De Iesu, secondo il quale, tra Napoli e provincia, le violenze sessuali sono cresciute dell’11.52%, ma sono diminuiti del 40% gli omicidi volontari. De Iesu, riferendosi all’episodio davanti all’asilo, ha poi parlato di una “camorra tentacolare che si rigenera nonostante le brillanti operazioni”. 

Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso ministro dell’Interno Matteo Salvini affermando che con il nuovo piano di assunzioni di forze dell’ordine, Napoli diventerà una super-questura come Milano e Roma.