Lo scorso 21 settembre ha visto a Palazzo San Giacomo, la celebrazione del primo matrimonio gay a Napoli,  tra Antonello Sannino, 39 anni, presidente di Arcigay Napoli e delegato nazionale di Arcigay per lo sport, e Danilo Di Leo, 29 ballerino del Teatro San Carlo,  Antonio Amoretti e Rosa Beriol, sua moglie erano presenti quali testimoni. Amoretti, combattente delle Quattro giornate di Napoli,  e presidente dell’ANPI di Napoli sono stati un simbolo del momento. Le sue parole danno un profondo significato al momento:”Per tutta la vita ho lottato per difendere la Costituzione, per portare avanti gli ideali della Resistenza, della giustizia e dell’amore. Essere qui, oggi, vuol dire fare quello che ho sempre fatto…” Il sindaco stesso, in apertura della cerimonia, ha citato l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza dei cittadini.

Ed è stato proprio un sindaco, il primo sindaco gay d’Italia, ad unirsi col proprio compagno, sabato 24 settembre, celebrando così in pochi giorni, il secondo matrimonio arcobaleno del napoletano: Giorgio Zinno, 37 anni, primo cittadino di San Giorgio a Cremano, si è unito in nozze con l’architetto Michele Ferrante, 35 anni. A celebrare il rito, nell’arena del parco settecentesco di Villa Vannucchi proprio l’on. Monica Cirinnà che ha dato il nome alla legge sulle unioni civili, e che si è battuta fortemente per l’approvazione.

Simona Caruso