« A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento? » (William Eugene Smith, fotografo documentarista) 

Mario Aurino, fotografo viaggiatore con anni di esperienza in viaggi zaino in spalla ed in solitaria, appena tornato dall’attraversamento dell’Africa da capo a capo totalmente via terra e con mezzi esclusivamente pubblici, da Alessandria d’Egitto a Cape Town, attraversando 10 Nazioni in 95 giorni, propone una selezione delle sue fotografie più belle – di cui alcune totalmente inedite – scattate nel Continente Africano. Cercando di andare oltre generalizzazioni e semplificazioni e con il comun denominatore di sensibilizzare alle diversità, espone scatti semplici, istantanee di vita e fotografie documentaristiche, con grande attenzione ai gruppi tribali e alla valorizzazione delle varie realtà antropologiche che ancora resistono con le loro tradizioni nonostante i processi di modernizzazione e globalizzazione che stanno mettendo in forte pericolo la loro identità culturale, per porre l’accento anche sulle condizioni dell’infanzia, senza dimenticare rituali e cerimoniali ancestrali o semplici momenti di straordinaria quotidianità in villaggi remoti. Più di 50 scatti provenienti da 12 Nazioni diverse, con una bellissima sezione di fotografie in bianco e nero e la presenza di alcuni scatti concessi del grandissimo fotografo portoghese Antonio Mesquita del Madagascar.

Quasi parafrasando l’introduzione del meraviglioso libro “Ebano” del giornalista, scrittore e viaggiatore polacco Ryszard Kapuściński mi viene da dire che: “Questa non è una mostra sull’Africa, ma su alcune persone che vi abitano, sui miei incontri con loro, sul tempo trascorso insieme. E’ un continente troppo grande per poterlo descrivere. E’ un vero e proprio oceano, un pianeta a parte, un cosmo eterogeneo e ricchissimo. E’ solo per semplificare, per pura comodità, che lo chiamiamo Africa. In realtà, a parte la sua denominazione geografica, l’Africa non esiste”.

“La vita di questa gente è una fatica, un tormento che tuttavia sopporta con incredibile serenità e resistenza”. Ed infatti l’Africa esiste proprio perché resiste. Resistenza alle sue ataviche contraddizioni interne, alla globalizzazione, ad un mondo che spesso corre in direzione opposta e contraria. Un universo di una delicatezza quasi brutale, sfacciata, raffinata. Ricettacolo di straordinaria quotidianità. Squisito inno alla provvisorietà della vita. E noi, che abbiamo avuto la fortuna di esserci, anche per uno solo istante, abbiamo trovato le nostre radici nascoste camminando a piedi scalzi sulla nuda terra, fuggendo, per una volta o forse per sempre, da quella frenesia imposta dalla civiltà occidentale. Ed ogni volta che penso a quella che oramai sento essere una mia seconda casa, rifletto a quanto sia vero quel vecchio proverbio senegalese che recita : “E’ cieco chi guarda soltanto con chi occhi”.

Dal 07.04.2017
al 20.04.2017
 – Kestè, Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli 26 Napoli

La Mostra è a sostegno della Raccolta fondi per il Progetto Nutri Africa di cui è Presidente il Ricercatore Universitario Dott. Vincenzo Armini. Progetto in partnership con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, per la costruzione di un impianto alimentare sperimentale a Gulu, in Uganda. L’obiettivo è ottenere un alimento speciale economico e riproducibile in loco, contro la malnutrizione infantile nei bambini al di sotto dei cinque anni. Il progetto di costruzione dell’impianto si inserisce nella decennale partership tra l’Università di Napoli Federico II e la Gulu University, in Uganda (progetto GuluNap).

Il progetto espositivo, curato da Annamaria Guida, si propone un viaggio nel Continente Africano, dal Senegal alla Guinea-Bissau, dai Tuareg del Deserto del Sahara al Lago Malawi, dalle coste dell’Oceano Indiano alle foreste dell’Uganda, passando per i gruppi tribali che abitano il Sud dell’Etiopia, il Kenya, le falde del Kilimangiaro in Tanzania.

La mostra è organizzata nel Kestè, storico luogo di incontro tra cultura, giovani, musica, arte, solidarietà che da sempre sostiene progetti volti alla sopravvivenza di idee e realtà