Sta per andare in scena domani, domenica 5 luglio nel cortile d’onore di Palazzo Reale a Napoli nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2020, Scarpe Rosse, progetto di teatro civile che racconta il femminicidio nella Storia. Storicamente gli uomini sembrano non perdonare i tradimenti.
Durante il lockdown per il coronavirus si è parlato solo della pandemia e, purtroppo, unica eccezione nelle news il femminicidio in aumento.

Si tratta di un compito, di un dovere morale, andare all’origine del senso di proprietà che l’uomo nutre da sempre nei confronti della donna. È di capitale importanza la memoria, parlare delle donne del passato, se vogliamo curare e redimere il presente.

Tutto è nato per aver dato voce durante il Premio Camomilla di Women for Women against Violence a Barbara, vittima di una violenza che, oltre ventisette interventi chirurgici, ha subito una cicatrice morale difficile da superare. Poi, Maria Rosaria Omaggio è stata coinvolta dall’amica giornalista Adriana Pannitteri ad interpretare Isabella di Morra per Matera capitale cultura d’Europa 2019 e ha incontrato Stella Fanelli, italianista che si occupa di questa ricerca da anni e che ha curato la consulenza storica di Scarpe Rosse.

Così nello spettacolo un uomo, interpretato da Pino Quartullo, è tutti gli uomini e una donna, Maria Rosaria Omaggio, tutte le donne. Insieme rendono viva l’indagine, offrono reali testimonianze e interrogazioni. Le vicende sono potenziate dall’emozione della danza su musica remix con quelle legate al personaggio, a cura della compagnia Movin’Beat e immagini rielaborate dal video artist Mino La Franca, che conducono in atmosfere, luoghi e epoche diverse, ma la condanna è la stessa.

L’artista ha chiesto a Pino Quartullo, durante la prima lettura del testo, di aggiungere una frase… come sentiva. Ed è questa: “Come uomo, mi vergogno a nome di tutti gli uomini del passato e del presente!”.