Inaugurata la personale di Paolo La Motta al Museo di Capodimonte a Napoli. In mostra anche il suo “Diego”, che farà parte della collezione permanente del contemporaneo.

Dopo la chiusura forzata, comune a tutti i musei per gli obblighi dettati dalla pandemia da COVID-19, a metà gennaio 2021 ha finalmente riaperto anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli.

E da oggi, giovedì 18 febbraio, fino al 19 settembre 2021, è visitabile la mostra Paolo La Motta. Capodimonte incontra la Sanità”, la personale del pittore e scultore napoletano.

Così si rafforza il legame già esistente tra l’artista e il Museo nazionale di Capodimonte, instaurato con la mostra “Incontri sensibili: Paolo La Motta guarda Capodimonte”, tenutasi dal 30 giugno 2018 al 24 febbraio 2019.

Da anni La Motta opera nel quartiere della Sanità per avvicinare i giovanissimi all’arte; la mostra, infatti, è dedicata proprio allo sguardo dei “bambini della Sanità”.

Tra le opere è presente anche quella che parla di un altro ragazzetto, napoletano d’adozione, la cui morte, avvenuta il 25 novembre 2020, ha provocato reazioni di immenso dolore nell’intera città di Napoli. Esposto, accanto ai bambini del quartiere della Sanità, c’è anche il quadro che il pittore dipinse quello stesso 25 novembre…

La storia raccontata da Paolo La Motta

Con la semplicità fanciullesca che lo rende un’anima bella, è Paolo La Motta che mi spiega di più e meglio: «In un break dal lavoro, collegandomi a Facebook, venni a conoscenza della morte di Maradona, e quasi mi sorpresi del mio stesso grande dispiacere.»

Paolo non è un tifoso accanito, anzi ricorda che, secondo di tre figli maschi, unico non tifoso, ha sempre avuto la peggio nella condivisione della TV in casa, quando venivano trasmesse le partite di calcio.

Eppure Maradona, lo sappiamo, va al di là della fede calcistica. «La sua figura è molto più complessa: ha saputo coinvolgere tutti, senza distinzione, come una valanga. Cosa che è riemersa alla notizia della sua morte.»

Con sincera commozione, la sua attenzione viene attratta da una foto in bianco e nero del Pibe de Oro ragazzino: con un istinto non mediato dal pensiero, Paolo prende una tavoletta da terra, la appoggia sul cavalletto, e, dall’immagine fotografica, inizia a dipingere il ritratto.

«Come se ci fosse qualcuno lì, presente avanti a me… in quel momento non vidi più solo il volto di Maradona ma un viso familiare, che mi apparteneva

Occhi già adulti in volti di piccoli

Nel Rione Sanità di Napoli, negli occhi dei bambini vive esattamente quello sguardo: occhi già adulti in volti di piccoli, sguardi che reclamano la legittima leggerezza dell’età ma che si proiettano in un futuro arduo da costruire, e che a volte sarà spietato. E questi sguardi sono uguali in tutti i bambini a cui viene negato il diritto all’infanzia, in qualunque posto del mondo vivano.

Diego” è un ritratto di piccole dimensioni, «una cosa intima», come la definisce l’autore, di 25 centimetri su un lato e 30 sull’altro, «una piccola icona in cui trasferisco la sacralità».

Un po’ in polemica col gigantismo che ultimamente impera nell’arte figurativa, La Motta predilige dimensioni contenute, ancor di più in questa circostanza in cui «ho dipinto per me solo».

La storia che mi affida Paolo La Motta ci riporta ai social: «Condivisi un dettaglio del mio dipinto e il giorno successivo ebbi la sorpresa di leggere un breve e bell’articolo di Arnaldo Capezzuto, pubblicato sul periodico online che dirige, in cui apprezzava il mio omaggio al campione.»

Collegamento con il Premio GreenCare

«In seguito, grazie alla diffusione che stava avvenendo», continua Paolo, «venni raggiunto dalla proposta di Benedetta de Falco, presidente dell’associazione Premio GreenCare. Pur non conoscendola di persona, ho sempre ammirato il suo impegno a favore di Capodimonte. La de Falco, che con sensibilità colse il contenuto del mio quadro, espresse il desiderio che l’associazione da lei presieduta lo acquistasse per donarlo al museo.

La mia risposta non fu immediata, ma per il semplice fatto che per qualche ora rimasi sbalordito e senza parole: il dipinto che avevo sul cavalletto, e che dovevo ancora ritoccare, sarebbe stato esposto al museo di Capodimonte! Una grande responsabilità! Non è stato facile gestire il batticuore del momento, mantenendo l’attenzione al completamento dell’opera.»

Una serie di eventi sulla strada della casualità verso un finale perfetto

«Visto che la mia personale era quasi pronta per l’allestimento, sembrava che tutti i pezzi andassero a combaciare. Il tema della mostra rimanda a una mia vecchia idea, quella di raccogliere i ritratti dei volti dei bambini della Sanità che negli anni ho conosciuto e con cui sono stato a contatto.

Precedentemente, il museo aveva acquistato da un collezionista il mio polittico dedicato a Genny (l’opera è dedicata a Genny Cesarano, ucciso per errore dalla camorra il 6 settembre 2015, in Piazza Sanità, a soli diciassette anni, Ndr) e il direttore Sylvain Bellenger aveva già espresso l’intenzione di organizzare una mostra che celebrasse questo acquisto e che sancisse l’incontro tra il Museo di Capodimonte e la Sanità attraverso il mio lavoro.

Il ritratto di Maradona, senza volerlo, si va a inserire perfettamente nello spirito della mostra. Bisogna dare atto a Benedetta de Falco di aver colto l’essenza del ritratto e al direttore Bellenger di aver voluto inserire l’opera nella mostra. La mostra è allestita al terzo piano, quello delle opere degli artisti contemporanei.  E Maradona entrerà a far parte della collezione permanente del contemporaneo: due miei lavori esposti sempre a Capodimonte e questo è emozionante!»

Un museo e un artista sul territorio e per il territorio

Nell’arte, come in tanti altri ambienti, esistono movimenti clientelari; la cosa meravigliosa, invece, è che ciò che ha coinvolto Paolo La Motta è avvenuto in maniera spontanea, «grazie alle antenne di Bellenger», come dice lui, «e all’amore che ha per Napoli: un uomo che ha osservato e colto, del mio lavoro, la connessione col territorio e con coraggio l’ha messo in evidenza, sia con la prima mostra che con questa. Un museo che rimane sul territorio e per il territorio.»

La mostra, curata dal direttore e da Maria Tamajo Contarini, è accompagnata da un video-documentario di 20 minuti, girato in presa diretta alla Sanità, da un’idea del direttore Bellenger, con la regia di Rossella Grasso e il coordinamento di Carmine Romano, responsabile del progetto di digitalizzazione del museo.

Il video racconta l’intenso vincolo dell’artista col quartiere e coi ragazzi; si vedono, quindi, i luoghi e le persone di una zona della città che possiede una Bellezza mai abbastanza restituita ai napoletani e ai turisti. 

L’elemento chiave della pittura di La Motta

Ma cos’è che colpisce tanto dell’opera di La Motta? Sicuramente quello che lui chiama “la logica della contraddizione”.

«Fermarsi a ciò che si vede del soggetto, fermarsi alla superficie, rischia di dar vita a un’opera fondamentalmente illustrativa, quasi una fotografia. La mia intenzione, invece, è quella di creare una tensione tra ciò che appare e la pittura stessa, fatta di toni, di vibrazioni, di pennellate. Insomma è il linguaggio della pittura che si incontra con il mio racconto

Se le cose parlano, parlano da sole

Paolo La Motta è un uomo dai toni miti, riservato, modesto, e me lo conferma quando, salutandoci, mi confessa: «Tutto ciò che mi succede intorno, per me è sempre una sorpresa. Non agisco per innescare le reazioni, anche perché sono convinto che se le cose parlano, parlano da sole. E non mi riferisco alle mie opere, altrimenti potrebbe sembrare presuntuoso, ma la penso così in generale.»

Link utili

Chi volesse conoscere qualcosa in più di Paolo La Motta, può leggere l’intervista pubblicata sulla nostra testata nel novembre 2018: https://www.napoliflash24.it/la-bellezza-salvera-napoli-paolo-la-motta-una-modernita-artistica-intrisa-di-tradizione/

Tutte le informazioni sulla mostra sono invece nel sito web del museo: http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/portfolio_page/paolo-la-motta-capodimonte-incontra-la-sanita/?fbclid=IwAR3mRAhSUJv2tQkMrxgFwGzc_AllsJ0WJ7xOcD52HPvplHp0CG_qj3PcKJI

Chi volesse approfondire le notizie sul Premio GreenCare, il link utile è: http://www.premiogreencare.org/

Luciana Pennino

L’immagine di copertina è uno scatto di Giovanna Garraffa, fornito da La Motta a Napoliflash24