Sono passate poche ore da questa ennesima brutta notizia in questo anno maledetto, ed ancora faccio fatica ad accettare l’idea che Diego non ci sia più. A stento riesco a trattenere le lacrime, ricordando tutti i momenti caratterizzati dalla sua presenza, ed ecco che cerco di fare una sintesi mentale dei tanti episodi legati al più grande calciatore di tutti i tempi: erano quei bellissimi e maledetti anni ’80, una città in profonda crisi, con un tessuto sociale ed economico dilaniato dal post terremoto del 23 novembre 1980: guerre di camorra, gli anni di piombo del terrorismo, la disoccupazione ai massimi livelli in città, i doppi turni nelle scuole perché alcune di esse erano ancora occupate dai senza tetto del sisma, e nella maggior parte delle nostre case, si conviveva con i pali di legno che sostenevano i soffitti delle nostre abitazioni lesionate, insomma, per molti di noi un’adolescenza difficile. In quella calda estate del 1984, il tanto amato e odiato presidente del calcio Napoli, Corrado Ferlaino, con un incredibile colpo di mano strappa al Barcellona il più grande talento di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Uno “scugnizzo” mai amato dagli spagnoli, anzi, in cerca di riscatto, come noi: un grande matrimonio d’amore e di condivisione d’intenti. C’ero anch’io quel 5 luglio 1984, a “regalare” le mie 1000 lire per assistere all’arrivo di Diego nel suo stadio, e fu così per tutte le altre apparizioni in quel magico rettangolo verde, non ne mancai una con Lui. Ricordo l’ultima di campionato del 10 maggio 1987, Napoli – Fiorentina, il primo scudetto della storia del Napoli, i biglietti di ingresso introvabili se non in mano ai bagarini a costi per me inaccessibili: 500 mila lire per un “Distinti”, per cui mi armai di fantasia, e indossando la divisa dell’Esercito (all’epoca ero in servizio di leva obbligatoria, si, ho fatto il “soldato”), con uno stratagemma, riuscii ad entrare grazie ai “colleghiCarabinieri, e mi accomodai in tribuna numerata area vip, accanto al figlio del presidente Ferlaino… oppure il match del 30 settembre del 1987, quando il San Paolo realizzo il record di spettatori: oltre 83mila spettatori paganti, ma di sicuro eravamo oltre 90 mila… e ci illudemmo per quasi un tempo, di battere la squadra più forte del mondo, il Real Madrid, nel primo turno di Coppa dei Campioni (così si chiamava la Champions League): rete di Francini al 9° del primo tempo, raggiunti al 45°, sempre del primo tempo, da Butragueno.

Ogni partita con Diego era una festa, un gran spettacolo, tante emozioni. Dell’uomo Diego non ne voglio parlare, se non per dire che è stato tanto amato perché era, e sarà un Dio ed allo stesso tempo uno di noi, con tutte le debolezze di uomo, e con l’umiltà di riconoscere i suoi errori, ed ha pagato, e tanto; è stato il simbolo di una città, la gente si è identificata in quel grande genio ribelle: la squadra del Napoli è la Napoli città, sono una cosa sola, e Maradona ha ridato rispetto ad una squadra, a una città ed al suo popolo. E’ per questa simbiosi tra El Pibe e i napoletani, che in molte cappelle votive nei vicoli, e in tante case, l’immagine di Diego era spesso accanto a quella di San Gennaro, ed è facile comprendere come egli si possa definire il “santo patrono laico” di Napoli. E come un caro di famiglia che se ne va, con cui abbiamo sempre una sorta di “scrupolo” per l’ultimo abbraccio o bacio non dato, stasera, alle 21, dopo il minuto di silenzio prima dell’inizio dell’incontro di Europa League del Napoli nel vuoto stadio San Paolo, uscirò in balcone insieme ai tanti napoletani, per fare arrivare ai calciatori a Fuorigrotta, quell’ultimo applauso negato in vita a Diego Armando Maradona.    

Questo l’appello sui social:

Napoli ricorda Diego Armando Maradona. Dalla mattina tutti i balconi devono avere una sciarpa e una bandiera del Napoli. Prima della partita, alle ore 20,45 metteremo alle finestre luci e candele per D10S, e alle 21:00, dopo il minuto di silenzio, faremo partire da ogni finestra di Napoli il più grande applauso mai sentito nella storia della città. Grideremo il nome di Diego per far sentire al mondo che non lo dimenticheremo mai, che Diego è il nostro figlio e fratello più amato.
Inoltrate e condividete a tutti i Napoletani. Forza Diego Per Sempre!!!