Si è tenuta nel pomeriggio, del 18 luglio, la preview della mostra “Mann on the moon”. Nell’occasione è stata inaugurata anche la caffetteria del museo Archeologico nazionale di Napoli. Sono trascorsi cinquant’anni dal 1969, quando l’uomo sbarcò sulla Luna, e l’Archeologico celebra questa ricorrenza con il raffinato percorso espositivo “MANN on the moon”. Così “Anche al Mann è tempo di luna, Selene vi aspetta qui con questa originale e ingegnosa  mostra celebriamo insieme a tutto il mondo l’anniversario di una tappa importante nel cammino dell’umanità. Con la valorizzazione di pezzi unici del nostro patrimonio, come il menologium rusticum della collezione Farnese, vogliamo fornire, infatti, anche una piccola e preziosa anticipazione della costituenda sezione ‘tecnologica’. Ideale prosecuzione de ‘Le ore del sole’, il percorso scientificamente rigoroso di ‘Mann on the moon’ è arricchito di stimoli e suggestioni per incantare tutti i visitatori, naturalmente nel segno di selene”. Ha commentato il direttore Paolo Giulierini. La mostra, a cura di Laura Forte e Maria Lucia Giacco, funzionari archeologi del MANNe di Alessandra Pagliano (docente Diarc-Dipartimento di Architettura dell’Ateneo federiciano), parte dal racconto dell’iconografia lunare nell’antichità classica: venti reperti, in molti casi provenienti dai ricchi depositi del MANN, ripercorrono, in un iter raffinato e emozionante, le diverse raffigurazioni di Artemide e Selene.

Nel mondo antico la Luna era anche uno strumento naturale per misurare il trascorrere del tempo; così, in “MANN on the moon”, i visitatori potranno ammirare due straordinari esemplari di antichi calendari in marmo: il Menologium rusticum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose; ancora, l’Index Nundinarius, tavola in cui erano fornite le date di svolgimento delle nundinae, i mercati cittadini. I reperti in mostra sono accompagnati da un ricco apparato esplicativo, che viene approfondito anche dai video in mostra: se, nel percorso multimediale “Il cielo sopra il MANN”, realizzato da Alessandra Pagliano con il suo staff di ricerca, è riprodotto il susseguirsi delle fasi lunari, un altro filmato illustra, anche grazie alle suggestioni delle musiche originali di Antonio Fresa, come scienza e leggenda si siano intrecciate, nel corso della storia, per rappresentare la natura polisemantica ed inafferrabile della Luna. L’incursione nella storia contemporanea e nella straordinaria impresa di Collins, Armstrong ed Aldrin conclude questo viaggio fra terra e cielo: le foto ed i filmati originali dell’Archivio NASA, la storica trasmissione della RAI con il commento di Tito Stagno e le foto dell’Archivio Riccardo Carbone scandiscono le tappe di un racconto che viene calato anche nella realtà napoletana. A scorrere, naturalmente, sono le immagini del lancio del Saturn V, delle prime impronte umane e della bandiera americana sulla superficie lunare.

L’esposizione è situata, nell’atrio del museo e fino al 30 settembre. All’inaugurazione hanno partecipato, oltre a Giulierini, Mary Ellen Countryman (console generale degli Stati Uniti a Napoli), Marcella Marconi (direttrice dell’osservatorio astronomico di Capodimonte) e Michelangelo Russo (direttore Diarc dell’ateneo federiciano).